"Caro 2020, ti insulto": è boom del sito per sfogarsi contro l'anno più odiato

“Caro 2020, sei falso come i soldi del Monopoli”, “Ciao 2020, sei utile come la forchetta per mangiare il brodo”, “2020, non so più come insultarti”, “Caro 2020, nemmeno il Covid ti ha voluto e ha scelto il 19”, “Vaffanc… 2020” e via insultando, perfino in dialetto napoletano o romagnolo, siciliano o pugliese o sardo. Non c’è dubbio che il 2020  sia l’anno più odiato della storia recente, “l’annus horribilis” e che tutti in ogni parte della Terra non vedano l’ora che si levi dai piedi. Così in atttesa che sbarchi il 2021 con il suo carico di aspettative materializzate nei vaccini e nei fondi europei in arrivo, ecco che sta avendo un vero boom di accessi il sito insultail2020.it , nato ad hoc per dare libero sfogo alla frustrazione, alla rabbia ma anche alla fantasia e alla creatività. Uno sfogatoio virtuale che in queste ore sta unendo da ogni parte gli italiani chiusi in casa per l’ennesimo lockdown.

A battezzarlo è stato Massimo Melis, Ceo di Melismelis, agenzia di comunicazione milanese “Melismelis” che festeggia la visualizzazione di oltre 20 mila insulti con un tempo di permanenza medio sul sito di un minuto e mezzo. Già da aprile si cominciava a dire che fosse un anno di m...”, ha dichiarato Massimo Melis all’Adnkronos. “Un anno sfigato caratterizzato dal Covid 19, cui si sono aggiunte una lunga di serie di ulteriori tragedie. Penso alla morte di Maradona e Paolo Rossi, all'aumento di separazioni e divorzi a causa del lockdown. Abbiamo così deciso di lanciare questo sito per cercare di far stare tutti un po' meglio, per far sfogare le persone. È chiaro che non cambierà nulla, ma almeno abbiamo dato la possibilità a tutti di scaricare la propria rabbia, di entrare in una sorta di empatia collettiva".

Un'empatia che va oltre i confini nazionali: "Abbiamo visto che decine di milioni di persone hanno maledetto questo 2020. Il fatto è che la gente è davvero esasperata da questo anno maledetto". Il sito è stato lanciato anche in inglese: "Ieri lo abbiamo inaugurato e uno dei commenti che mi ha fatto più ridere è stato, tradotto, “2020, sei più inutile della lettera u nella parola colour”.