Carlo Verdone, l'esilarante gita al circo con i figli e quell'amore platonico con la prostituta

Ci sono ricordi teneri e racconti esilaranti, in "La carezza della memoria", come si conviene a un libro scritto da uno dei nostri maggiori attori comici

TiscaliNews

Ci sono ricordi teneri e racconti esilaranti, in "La carezza della memoria" (Bompiani ed.), come si conviene a un libro scritto da Carlo Verdone, uno dei nostri maggiori attori comici. Come ad esempio il racconto, fatto in studio a "Che tempo che fa", della gita con la famiglia al circo. "Finalmente io e la mia famiglia andammo al circo. I miei figli si mettevano paura, mio padre invece riprendeva. A un certo punto annunciano: "Simba vieni avanti' " e arriva un elefante immenso. ‘Simba ma tu lo sai che stasera c’è anche qui un tuo collega che fa spettacoli?" chiede Liana Orfei, l’organizzatrice del circo. “Guarda dov’è" dice all’elefante e mi indica. I miei figli mi dicono: ‘No no l’elefante qui no’. E io: ‘Ma state buoni che è ammaestrato’. L’elefante arriva camminando e ad un certo punto mette il piede sul bordo della pedana circolare”.

Il racconto prosegue: "I miei figli scappano e vanno indietro mio padre pure. Siccome il pubblico rideva, io rimanevo là fermo e salutavo l’elefante". "Ad un certo punto Liana Orfei fa: ‘E adesso un bel saluto al tuo collega Carlo Verdone’. L’elefante stacca le gambe e alza la proboscide. Vorrebbe fare un barrito ma non gli viene e gli parte uno "scaracchio" che mi centra in fronte. Sembrava uno spettacolo di clown, mi arriva un’ostrica immensa proprio qui al centro della faccia. E il pubblico si concede la più grossa risata della serata".

Il libro è nato durante il lockdown, complice il ritrovamento di un grosso scatolone che stava su uno scaffale da anni dove Verdone ha trovato foto in bianco e nero, polaroid, lettere, rubriche telefoniche. "Ho sentito di poter scrivere tutto quello che volevo di leggero, dolente, intimo, drammatico, comico. E questo mi ha portato a guadare il mondo con assoluta libertà. Però la scrittura non è una cosa che si impara in quattro e quattr'otto. La scrittura è un esercizio continuo ed estenuante di lettura e di scrittura" ha spiegato Verdone parlando del libro che arriva dopo il successo de 'La casa sopra i portici'.

Ne 'La carezza della memoria' c'è anche un testo ritrovato del padre, Mario Verdone, sulla magnanimità e un episodio in cui Verdone racconta l'incontro, a vent'anni, con la prostituta Maria e il loro amore platonico che potrebbe diventare un film con la sua regia.

 

"Finirà così, lo farò come regista. Il problema sarà cercare chi fa Carlo Verdone a 23 anni e chi fa lei" annuncia l'attore.
   

Infine una chicca che Verdone si appunta sul cuore: la copia zero de 'La carezza della memoria' è stata portata  a Papa Francesco. "Ho scritto una bellissima dedica. Penso di avergli suscitato l'impressione di essere una persona riflessiva. Mi ha detto che era stato contento di parlare con me e che il libro lo avrebbe sicuramente letto. A me basterebbe che leggesse anche solo la dedica. Ci ho impiegato un'ora per farla, non era semplice"