"Disgustosi maltrattamenti sul set del film di Zalone": le accuse e la replica della produzione

Il sito "Times Of Malta" riporta "numerose fonti" che lamentano insulti e pessimi modi nei confronti delle comparse, inclusa una donna incinta. La replica

Checco Zalone sul set del suo nuovo film 'Tolo Tolo'
Checco Zalone sul set del suo nuovo film "Tolo Tolo"
TiscaliNews

Checco Zalone è a un bivio fondamentale della sua carriera. Da artista record del cinema brillante italiano (secondo più alto incasso di sempre, 52 milioni di euro, diventati 65 con il box office estero) è chiamato a dimostrarsi all'altezza delle attese e a farlo senza il suo partner storico. Dopo Quo Vado? le strade di Zalone e quelle del suo storico co-autore e regista Gennaro Nunziante si sono divise. Nunziante ha giocato la carta del lancio cinematografico di Rovazzi in Il vegetale, Zalone fa da sé e gira Tolo Tolo. Ed è dal set del nuovo film in lavorazione nell'isola di Malta che arrivano pesanti accuse, riportate per esteso in questo articolo del Times Of Malta. Dove si parla di "disgustosi maltrattamenti" alle comparse sul set durante le riprese. 

Le accuse: "Insulti e pericoli sul set"

Sono gravi le accuse riportate dal Times Of Malta. Secondo il sito maltese, "diversi membri della troupe" si sarebbero dimessi dopo aver visto i maltrattamenti su 70 comparse nel ruolo di migranti, fra cui quattro bambini. Ancora secondo quanto si legge sul sito, le comparse sarebbero state lasciate al sole, e senz'acqua, a bordo di grandi vasche marine durante le riprese. Alcune comparse non saprebbero nuotare. Nessuna pausa e nessun permesso di andare in bagno. Sarebbe stata coinvolta in questo genere di trattamenti anche una donna incinta. Ancora secondo il Times Of Malta, che cita "molteplici fonti" non meglio specificate, un addetto alla produzione avrebbe definito "idioti" e "feccia" i figuranti. Ma la produzione del film di Zalone non ci sta a lasciare che la lavorazione venga raccontata come se si fosse in una sorta di lager, e risponde punto per punto.

La risposta: "E' tutta una montatura"

Primo a rispondere alle accuse del Times Of Malta è stato Pietro Valsecchi, produttore di Checco Zalone con la sua Taodue: "Ho letto l'articolo: si capisce chiaramente che è una montatura creata da una persona che è stata allontanata dal set. Le persone che lavorano con noi vengono trattate tutte allo stesso modo". Insomma si tratterebbe di una specie di ripicca. Valsecchi non nega le tensioni, ma specifica che sono dovute a motivi tipici del cinema, non a maltratamenti: "Ho sentito poco fa Zalone: è sereno. Le uniche tensioni sono legate allo sciopero delle troupe che sta creando disagi. Speriamo si risolva entro domani". Eppure è proprio una delle comparse, Afana Bella Dieudonne, a smentire completamente la versione del sito maltese: "Sono sul set dal 12 giugno e non abbiamo mai avuto problemi con la produzione italiana, ci sentiamo una grande famiglia. Sono stato io stesso a dare del razzista a quella persona maltese per il modo in cui tratta i migranti in alcuni momenti come quando viene consegnato il pranzo o quando vengono messi in fila. Abbiamo avuto solo problemi con i mediatori culturali e gli interpreti. Io e le altre comparse speciali, circa 15 in tutto, stiamo dando una mano anche con la mediazione con gli altri cento migranti provenienti dai centri di accoglienza di Malta che sono comparse semplici e ne abbiamo preso le difese, visto che non tutti parlano in inglese o francese. Con la produzione, con Checco e con tutti gli operatori che lavorano stiamo benissimo e siamo contenti di contribuire alla cultura con questo film".