Weinstein senza pietà: "Vi dico io cosa faceva Asia Argento e perché Bourdain si è ammazzato"

Il produtore conversa con l'amico giornalista Taki Theodoracopulos e si lascia andare a frasi pesanti. Poi la ritrattazione. Mentre il processo si avvicina

Asia Argento con Weinstein. A destra: Anthony Bourdain, ex compagno di Asia morto suicida
Asia Argento con Weinstein. A destra: Anthony Bourdain, ex compagno di Asia morto suicida

Quando sei cattivo, sei cattivo. Un vero kingpin, come gli americani chiamano i boss della malavita, e gli sceneggiatori di film e fumetti definiscono un malvagio monumentale e senza speranza di redenzione. Harvey Weinstein se la passa malissimo: rischiava una condanna fino a 10 anni di carcere per due stupri avvenuti fra il 2013 e l'anno successivo. A questa incriminazione se n'è aggiunta una terza, risalente al 2006. Se le indagini sui tre casi dovessero confermare dettagli e circostanze, la legge americana prevede l'ergastolo. Ma l'ex re mida di Hollywood, il produttore più potente e ricercato (dalle star, prima che dalla Giustizia) di tutti gli anni Novanta e dei primi Duemila, non ci sta a cadere da reietto impoverito e tremolante.  E vibra un paio di mazzate alle donne che hanno contribuito a distruggerlo. Rivelando anche un paio di dettagli sul suo lato più oscuro, che è anche il più debole. Il che funziona da perfetto studio psicologico del kingpin Weinstein.

Asia, Rose, Bourdain e le cose non dette

A intervistare Harvey Weinstein è stato Taki Theodoracopulos su Spectator (qui il testo originale). I due si intendono benissimo e si conoscono da tempo. A Taki, Harvey non ha mai nascosto la sua fame di femmine, e fu il pepato giornalista ad essere testimone dell'accordo, poi sfumato, tra Weinstein e Michael Mailer, figlio del grande scrittore Norman (Il nudo e il morto) per un film sulla vita di Mailer Jr., ricca di avventure sessuali con le più belle donne di Hollywood. "Diventeresti una star in un secondo" insisteva il produttore, ma il rampollo disse no, spaventato dalla mole di personaggi celebri che avrebbe tirato in causa. Il nuovo incontro fra Taki e Harvey avviene vicino al ristorante Cipriani di New York, a due passi dalla Grand Central Station. E Weinstein, come fa un vero padrino, non ha perso l'occasione per attaccare Asia Argento, dicendo chiaramente che non è vera la versione dell'attrice Rose McGowan, amica di Asia, secondo cui lo chef Anthony Bourdain, compagno della Argento, avesse con quest'ultima una relazione aperta. Il suicidio sarebbe dovuto ai tradimenti di Asia ma, come si legge nell'articolo su Spectator: "Gli uomini morti non possono raccontare la loro versione, la McGowan si è inventata tutto". Poi Taki e Harvey si sono concentrati sul ritratto di una certa Hollywood sempre uguale a se stessa. Abusi inclusi. E il produttore ha offerto un ritratto insolito di se stesso.

Lucia Evans e Rose McGowan, tra le più grandi accusatrici di Weinstein

Il sesso predatorio per vendicarsi della vita

Al giornalista di Spectator, Harvey Weinstein ha raccontato: "Sono nato povero, brutto, ebreo. Ho dovuto lottare sempre per arrivare dove sono arrivato, nessuna donna mi guardava prima che diventassi il produttore più in vista di Hollywood. Ho offerto lavoro in cambio di sesso. Come fanno tutti, come tutti continuano a fare. Ma non ho mai usato violenza alle attrici. Il mio approccio era semplice e diretto: fai sesso con me e ne avrai vantaggi. Se una rispondeva no passavo direttamente alla successiva". Un omone con la rabbia infantile dentro, la rabbia dei rifiutati, di quelli che non sono nati belli e che si sono presi il mondo, pensando di poter disporre delle persone, e in particolare delle donne, come se fossero merci di un supermercato da scegliere, consumare velocemente, buttare via.

Le vittime di Weinstein

In seguito Panagiotis "Taki" Theodoracopulos ha dovuto accettare che una parte del suo articolo venisse eliminata, e scusarsi per averla pubblicata. E' la parte spietata in cui Asia viene ritratta da ambigua traditrice (e sono già in molti a non averle perdonato di ammettere che dopo essere stata abusata da Weinstein, continuasse a frequentarlo per altri cinque anni e a lavorare con lui). E in cui l'altra grande accusatrice, Rose McGowan, è ritratta come bugiarda mitomane. La diretta interessata ha scritto sui social: "Lavoravo al secondo film per la sua azienda, non l’avevo mai incontrato prima della mattina dello stupro, e non ho mai più lavorato con lui. È una bugia". Sulla relazione fragile e distruttiva fra la Argento e Bourdain, Rose aveva scritto una lettera aperta in cui tra l'altro si legge: "Dopo essere passata attraverso tutto questo, Asia voleva fermare il dolore. Ma durante il tempo trascorso con lui, lavorò per trovare aiuto e continuare a vivere per se stessa e i figli. La depressione non ha permesso ad Anthony di fare altrettanto. Ha deposto la sua armatura, è stata la sua scelta". L'unione fra due depressi è terminata con la parziale salvezza di lei e la caduta di lui. Il legale di Weinstein, atteso a processo, ha specificato che il giornalista Theodoracopulos ha riportato frasi di una conversazione tra amici presentandole come frutto di una intervista. Ma le dichiarazioni del kingpin di Hollywood hanno fatto il giro del Web. Perché se sei un duro, un cattivo, ti comporti come tale. Infatti Weinstein continua a ribadire che riuscirà a smontare tutte le accuse piovute sul suo capo. Mentre gli investigatori contano sulla testimonianza dell'attrice Lucia Evans, costretta a fare sesso orale dal produttore, e di altre due donne la cui identità è per ora riservata: una è italiana, trasferitasi tempo fa in California. L'altra potrebbe essere la ex modella e attrice Paz De La Huerta.  

Harvey Weinstein nel giorno in cui si è consegnato alla polizia

La difesa di Asia sui social