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Violante Placido, da Moana Pozzi al teatro: "Tutta l'arte che mi ha cambiata" - videointervista

Violante Placido, attrice, cantante, performer e compositrice. Una donna dalle mille sfaccettature si racconta in questa videointervista in esclusiva

Andrea Giordanodi Andrea Giordano   
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Concreta e istintiva. Poche donne sono cambiate quanto lei, attrice, cantante, performer, compositrice, il tutto, evolvendosi sempre. Incontrare Violante Placido, come successo all’ultimo Trento Film Festival, significa insomma anche attraversare le sue tante vite d’artista stratificate, dell’essere madre di Vasco, quasi 10 anni, e delle sue grandi qualità di donna, sempre al passo con ciò che la circonda.

Il cinema

Il cinema in primis, che l’ha a portata a toccare fasi importanti, diretta dal padre Michele Placido (Ovunque sei e in 7 minuti), ma anche vantando altre collaborazioni cruciali, come con Sergio Rubini ne L’anima gemella, "l’inizio consapevole e reale della mia carriera", dice, Pupi Avati, Giovanni Veronesi, e a livello internazionale con un grandissimo fotografo e regista qual è Anton Corbijn, recitando al fianco di George Clooney in The American, o affiancando da protagonista Nicolas Cage, in Ghost Rider.

Una carriera, in cui, nella recitazione, ha portato avanti personaggi femminili intensi, sfaccettati, complessi, pieni di contraddizioni, che si sono rivelati davvero vere e proprie sfide, come nell’incredibile interpretazione di Moana Pozzi.

La musica e il teatro

Parallelamente c’è stato l’amore per la musica, esibendosi, chitarra in mano, cantando e componendo, e così calcando il palcoscenico, raccontando di sé altri aspetti maturati nel tempo. Uno su tutti: approfondire il rapporto con la natura e con i nostri sensi più profondi. Lo ha fatto qualche giorno fa in Più nei boschi che nei libri, un viaggio emozionale e tematico, messo in scena proprio a Trento, e che potrebbe effettivamente diventare una vera tournée teatrale, tra vibrazioni, note, parole e nuove consapevolezze. "Il testo non è mio", racconta Placido, "ma devo dire che mi calza piuttosto a pennello, visto la tematica che mi sta a cuore, la natura in generale. È un viaggio ravvicinato che ci porta a conoscere le curiosità sulle piante, da cui possiamo tracciare un parallelo sul nostro modo di vivere, e che sono estremamente intelligenti, geniali. Perché quando conosciamo qualcosa ci sembra quasi di toccarla con mano, sentiamo che ci appartiene di più. L’arte, così come può essere un reading teatrale, sono forme di dialogo e intrattenimento, che però possono cambiarci positivamente".

L'arte che l'ha cambiata

E per la Placido le cose (a cambiarle) sono state tante: dalla musica di Anna Calvi, "che seguo e continua ad affascinarmi" e Lykke Li, alle colonne sonore di Lezioni di Piano o de L’ultimo imperatore, fino alla lettura in tempi recenti di un libro, in particolare, La ragazza sull’albero, scritto da Julia Butterfly Hill, una sorta di Giovanna D’Arco dell’ecologia. "L’arte", prosegue, "scaturisce dall’esigenza di dire qualcosa o di condividere. Spesso può essere specchio della società, quel mezzo che rompe uno schema, ci risveglia, o da un torpore, o da una rassegnazione. Quando è il mio lavoro diventa ancora più stimolante, ti consente di metterti in discussione, di considerare altri punti di vista, ti metti in altri panni, ed è molto prezioso. Per forza di cose se si vogliono raccontare storie diverse da te, personaggi che mi hanno permesso di avvicinarmi a realtà distanti dalla mia, devi entrarci dentro e fare un percorso di conoscenza".

Progetti futuri

Per vedere il prossimo passo (cinematografico) bisognerà attendere il prossimo inverno, nel seguito di Improvvisamente Natale, dal titolo Improvvisamente a Natale mi sposo, diretta ancora da Francesco Patierno.

"Mi diverte molto la commedia brillante, negli ultimi anni ho fatto un paio di incursioni: è una chiave che mi piace avere nella mia palette di colori. Qui ci sono tanti attori, Nino Frassica, Mago Forest, e la new entry, Carol Alt, che  porterà molto scompiglio nella storia, poi sono tornata a girare sulle Dolomiti, io adoro stare in montagna. Il bello è che i film, portandoci fuori casa, ci regalano anche esperienze di vita, godendo della parte lavorativa e di scoperta".

Andrea Giordanodi Andrea Giordano   
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Andrea Giordano

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