L'ultimo saluto a Villaggio. Vukotic: "Eravamo una coppia di fatto". Banfi: "Sembrava cinico, era un bambinone"

Mentre si avvicinano i funerali dell'attore scomparso, i colleghi lo ricordano sul set e nella vita privata. Un ritratto commosso e affettuoso

Milena Vukotic. A destra, Lino Banfi con Paolo Villaggio
Milena Vukotic. A destra, Lino Banfi con Paolo Villaggio
TiscaliNews

Avrebbe voluto, provocatoriamente, un "funerale a San Pietro", nel cuore del Vaticano, come si usa per i grandissimi papi. Così hanno raccontato di Paolo Villaggio ("un padre difficile") i figli Piero ed Elisabetta. Mentre l'Italia si prepara a dare l'ultimo saluto al grande artista genovese, sono molti i ricordi affettuosi e commossi di coloro che hanno lavorato con lui. Milena Vukotic sostituì Liù Bosisio nei panni della signora Pina, moglie del ragionier Fantozzi, e da allora fu sua inseparabile compagna per molti film, tutti di successo. Molto prima del successo in tv con Un medico in famiglia e mentre l'attrice continuava a lavorare come eccellenza del teatro e con grandi autori come Tarkovskji e Bertolucci. Ed è di grande affetto il ricordo della Vukotic: "Nel 1980 Villaggio mi telefonò chiedendomi di fare Fantozzi contro tutti. Diventammo una coppia di fatto (professionalmente, ndr), gli devo moltissimo, non solo professionalmente".

"La massima espressione dell'intelligenza"

Paolo Villaggio aveva fama di essere un uomo ruvido, non facile. La Vukotic, interpellata da Repubblica, ne racconta il versante privato, le sere trascorse assieme, le cene insieme a comprimari d'eccezione come Federico Fellini e la moglie Giulietta Masina: "Era una persona piacevole, di una cultura straordinaria, che sapeva ridere di se stessa, che è la massima espressione dell'intelligenza". Il genio di Villaggio? Secondo l'attrice, consiste nell'aver creato con Fantozzi "una figura universale che ha sfondato la banalità dei cliché, delle paure, della nostra anima e l'ha trasformata in...verità". Non è meno commosso il ricordo di Lino Banfi, che con Villaggio condivise il memorabile Fracchia la belva umana.

"Mi consolò sul set con tenerezza"

Sul set, malgrado il reciproco grande successo, fra Banfi e Villaggio tutto filava alla perfezione: "Insieme si vendeva di più" ricorda l'attore pugliese, "c'era molta solidarietà". Al Giornale racconta: "Non si sovrapponeva, non era geloso dei coprotagonisti. Spesso l'ho visto divertirsi alle battute altrui. Proprio quando dovevamo girare...morì il mio adorato cane Zazà. Il regista Giorgio Capitani disse: 'Fermiamoci. Lino è troppo triste. E Paolo, anche lui canaro, mi consolò con tenerezza. Faceva il cinico, era un bambinone. Quando parlava della famiglia, dei figli, Paolo diventava un altro".