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Tornare a Casal di Principe

redazione

di Cinematografo   
Tornare a Casal di Principe

“Potete immaginare cosa voglia dire tirare fuori un dramma vissuto venticinque anni fa. Un rapimento è sempre una cosa terribile, non si sapeva se Paolo era vivo o morto, rimaneva in un limbo. Ho scritto questa storia per riscattare mio fratello che non può morire due volte: una per via della camorra e un’altra perché la gente non se lo ricorda”.

A parlare è Amedeo Letizia, che ha scritto insieme a Paola Zanuttini il libro Nato a Casal di Principe, edito da Minimum Fax, e dal quale è stato tratto l’omonimo film diretto da Bruno Oliviero che uscirà il 25 aprile nelle sale italiane distribuito da Europictures.

La storia (purtroppo) è vera: sul finire degli anni ’80 Amedeo aveva vent’anni e stava iniziando a muovere i primi passi della sua carriera da attore tra un fotoromanzo e un ruolo sul piccolo schermo nella fiction I ragazzi del muretto, quando il fratello Paolo è rapito da alcuni uomini incappucciati. A quel punto Amedeo decide di andare via da Roma e di tornare nel suo paese d’origine.

 

L’inchiesta condotta dai carabinieri si dimostra inefficace e lui decide di intraprendere una sua personale ricerca armato di fucile. “L’unica cosa che ti veniva da fare in quel periodo era vendicarti, ma avrebbe solo lasciato una scia di sangue”, spiega Amedeo che per diverso tempo ha setacciato la zona senza sapere se cercare un cadavere o un luogo dove il fratello era tenuto prigioniero.

“Ho cercato di lavorare raccontando la realtà che era intorno al film- dice il regista -. Cinematograficamente conosciamo bene il sopruso e la violenza, ma qui si è cercato di tirare fuori l’aspetto poetico di personaggi che vivono in queste terre martoriate dalla camorra. Sono vittime e si devono rialzare: è una forma di resistenza e non a caso il film esce il 25 aprile”.

Nei panni della madre e del padre di Paolo recitano Donatella Finocchiaro e Massimiliano Gallo, mentre Amedeo è interpretato da Alessio Lapice. “Sono stato a contatto con la vera famiglia e ho capito l’importanza di quello che stavo affrontando. La sera tornavo in albergo con l’ansia di poter deludere queste persone. Volevo rendergli giustizia. È come se mi avessero dato in mano le chiavi di uno scrigno chiuso da tempo. Ho cercato di restituire questo dramma nel modo più vero possibile”, dice Lapice.

E Donatella Finocchiaro: “E’ stata una grande responsabilità interpretare una storia vera. Ernestina è una donna molto religiosa che ha trovato consolazione nella fede”. Infine Gallo commenta: “Tutto è stato raccontato con grande sensibilità e dignità. Un dolore può essere vissuto diversamente da un fratello, da una madre o da un padre. Un dolore può o distruggere una famiglia o può unirla: loro fortunatamente sono ancora qui”.

Infine Amedeo conclude: “I miei genitori hanno visto il film qualche giorno fa. Io ogni volta che lo vedo mi commuovo e sono contento di questo risultato. È stato girato proprio all’interno della nostra famiglia. Il set era la casa dei miei”.

Prodotto da Cinemusa e Rai Cinema, Nato a Casal di Principe era stato presentato nel corso della scorsa edizione del Festival del Cinema di Venezia nella sezione “Cinema nel Giardino”. In concomitanza con l’uscita del film è stata anche annunciata la futura realizzazione dell’Accademia di recitazione “Paolo e Leonardo Letizia”, che avrà sede proprio a Casal di Principe, e che sarà diretta da Massimiliano Gallo.

 

di Cinematografo   
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