Tiscali.it
SEGUICI

Terence Hill, il "nuovo film su Trinità che vedrete presto" e l'omaggio commosso a Bud

L'attore ha confermato il ritorno al cinema di uno dei personaggi più amati di sempre. Lo ha fatto durante un evento dedicato proprio a Spencer

TiscaliNews   

L'anno prossimo ne saranno trascorsi 55 da quando nei cinema italiani arrivò un autentico miracolo. Un successo incredibile che dura fino ad oggi, è oggetto di culto, passa di generazione in generazione e si merita retrospettive, omaggi e proiezioni con commento di critici e pubblico anche all'estero. Era il 1970 quando Enzo Barboni, in arte E. B. Clucher presentò quel gioiellino che è Lo chiamavano Trinità. Protagonisti di questa parodia del western erano Bud Spencer e Terence Hill. Ed è stato quest'ultimo a svelare che ci sarà un nuovo film con Trinità, il terzo di una fortunatissima serie, che vedremo proprio nel 2025.

Il ritorno di un personaggio mitico

L'ottantacinquenne Mario Girotti, questo il vero nome di Terence Hill, ha annunciato il nuovo film su Trinità omaggiando la memoria del partner di sempre, l'altra metà di una coppia mitica: Carlo Pedersoli alias Bud Spencer, scomparso nel 2016. Terence Hill si trovava ad Amelia, in Umbria ("il paese di cui era originario mio padre e a cui sono affezionato" ha detto) per l'inaugurazione della nuova piscina comunale intitolata proprio a Bud. "Sto lavorando al nuovo film, lo potremo vedere fra un anno, il titolo ce l'abbiamo ma non vogliamo svelarlo" ha confermato Hill.

La fortuna di Trinità e l'invidia di Sergio Leone

Il successo di Lo chiamavano Trinità (1970) e di Continuavano a chiamarlo Trinità dell'anno successivo fu un botto tale da mettere sulla bocca di tutti il nome del regista Barboni-Clucher e della giovane coppia di attori. Un successo tale che quando il sequel arrivò nelle sale, batté il pur attesissimo Giù la testa di Sergio Leone, il padre dello spaghetti western. Anni dopo, Leone in una intervista diede ad intendere che Barboni volesse girare uno dei tanti film che all'epoca imitavano i suoi capolavori, ma che poi gli fosse sfuggito di mano, prendendo una coloritura comica che contribuì a quel successo. Versione sempre smentita da Marco Tullio Barboni, figlio del regista di Trinità che era assistente del padre su quei set fra il basso Lazio e l'Abruzzo, e che ha raccontato tutti i retroscena irresistibili della lavorazione, e anche come si comportassero fra loro e col resto della troupe Spencer e Hill.

Leggi anche: "Basta con le bugie su mio padre, ecco come nacque il successo di Lo chiamavano Trinità"

TiscaliNews   
Speciale Sanremo 2024
I più recenti
Gianmarco Tognazzi (Ansa), a destra il padre Ugo nella prime delle scene con la supercazzola di...
Gianmarco Tognazzi (Ansa), a destra il padre Ugo nella prime delle scene con la supercazzola di...
Viggo Mortensen, una leggenda che si tiene lontana da Hollywood: Gloria all'Ucraina
Viggo Mortensen, una leggenda che si tiene lontana da Hollywood: Gloria all'Ucraina
Le Rubriche

Andrea Giordano

Docente universitario, dopo 8 anni allo Ied Como, oggi insegna Cinematografia...

Emanuele Bigi

È cresciuto con la passione per il cinema che non lo ha mai mollato. È autore...

Cinzia Marongiu

Direttrice responsabile di Milleunadonna e di Tiscali Spettacoli, Cultura...

Maria Elena Pistuddi

Nata a Roma nel 1970, si è laureata in Scienze Politiche nel 1994. Dopo...

Camilla Soru

Cagliaritana, studi classici, giornalista pubblicista, ha intrapreso la carriera...

Cristiano Sanna Martini

In passato ha scritto per L’Unione Sarda, Il Sole 24 Ore, Cineforum, Rockstar...