"Un altro colpo al cuore" per Sylvester Stallone. A farlo infuriare è "Drago"

di M.E.P.

Continua lo scontro tra Sylvester Stallone e Irwin e David Winkler, produttori della saga cinematografica di Rocky. Stavolta a fare infuriare Sly è stato l'annuncio dell'uscita di "Drago", un film spin-off sul personaggio del pugile sovietico interpretato da Dolph Lundgren in Rocky IV. Secondo Stallone, che con i due è in disaccordo da tempo, non si sarebbero dovuti permettere di continuare a sfruttare e manipolare i personaggi che lui ha contribuito a creare senza nemmeno aver chiesto la sua autorizzazione.

Il post di Stallone "Un altro colpo al cuore"

Tutto il disappunto di Stallone è contenuto in un post, dove scrive: "Un altro colpo al cuore. Ho appena scoperto questo… Ancora una volta, questo patetico produttore 94enne e i suoi stupidamente inutili figli avvoltoi, Charles e David, si prendono ciò che rimane dalle ossa di un altro splendido personaggio che ho creato senza nemmeno dirmi nulla… Mi scuso con i fan, non ho mai voluto che i personaggi di Rocky venissero sfruttati da questi parassiti… In ogni caso, non nutro altro che rispetto per il mio grande amico Dolph Lundgren”. Poi se la prende senza mai citarlo esplicitamente con Irwin Winkler e attacca: "Nel corso della storia tanti artisti in ogni settore, registrazione, pittura, scrittura, sono stati distrutti da questi succhiasangue che hanno distrutto tante famiglie, riempiendo le loro tasche con il lavoro degli altri". La foto che fa da sfondo è più che esplicativa del disappunto di Sly.

Lo scontro. Il problema è nei diritti d'autore. Che Sly non ha

La diatriba con Winkler era esplosa a luglio, quando in un post Stallone definiva “il produttore di Rocky e Creed notevolmente privo di talento e parassita”. Non pago del messaggio indirizzato a Winkler, Sly aveva rincarato la dose cercando di motivare l'origine del suo grande rancore: “Vorrei davvero riavere almeno un po’ di ciò che rimane dei miei diritti, prima che tu li ceda ai tuoi figli. Credo che sarebbe un gesto equo”. Perché in fondo è tutta una questione di diritti. Vediamo perché. Nonostante Sylvester Stallone avesse firmato lui stesso la sceneggiatura del primo capolavoro della saga, nel 1976, ottenendo in base ad un accordo di poter anche interpretare il personaggio, non ne avrebbe mai avuto la proprietà, come lui stesso dichiarò tanti anni dopo in un'intervista a Variety. E questa cosa, come è facile immaginare, non l'avrebbe mai mandata giù. Ora lo sta ribadendo con forza, ancora una volta. Ma non è certo che alla fine la spunti. L'accordo esisteva.