[La storia] L'ultima foto di Sharon incinta prima di essere massacrata. L'orrore del passato torna al cinema

Fa impressione rivedere quell'immagine: 50 anni fa la mattanza che lasciò senza fiato Hollywood e il mondo. Fine dell'epoca fatta di "pace, amore, musica"

Sharon Tate poche ore prima di essere assassinata. Un suo primo piano. A destra: Charles Manson
Sharon Tate poche ore prima di essere assassinata. Un suo primo piano. A destra: Charles Manson
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Non ebbero pietà. Né di lei né del bambino che portava in grembo. Sarebbe dovuto nascere due settimane dopo. La trovarono senza vita il 9 agosto 1969, il giorno dopo il massacro di Cielo Drive, la via in cui stava la villa in cui abitava la bellissima attrice Sharon Tate con il suo discusso compagno, il regista Roman Polanski. Della bellezza quasi ultraterrena di Sharon restava poco, in quel corpo che gli investigatori rinvennero cinquant'anni fa: sedici coltellate, di cui cinque letali. Una corda al collo che la univa ad un amico (anzi, molto di più), Jay Sebrig, ospite della villa e pure lui ucciso. Fa impressione rivedere l'ultima di una piccola serie di foto che ritraggono viva, struccata, incinta, in mezzo al verde, spensierata, Sharon Tate. Aveva 26 anni. La sua vicenda è dentro il nuovo film di Quentin Tarantino, che divide gli Usa e che vedremo solo in autunno qui in Italia: Once Upon A Time in Hollywood. Già, c'era una volta una Hollywood che non c'è più ma che si porta appresso fino ad oggi incubi senza tempo, e fra i peggiori c'è il massacro di Sharon Tate.

"Quando l'ho vista ho pianto"

A ridare corpo e bellezza sul grande schermo a Sharon Tate sarà Margot Robbie, attrice australiana lanciata da Martin Scorsese in The Wolf Of Wall Street e che ha sfiorato l'Oscar con la memorabile interpretazione di Tonya. La sorella di Sharon Tate, Debra, ha detto di essere scoppiata a piangere quando ha visto la Robbie impersonare sua sorella. Stessa grazia, stessi abiti, stessa abbacinante bellezza anticonformista. La carneficina di Cielo Drive, come si sa, fu compiuta da membri della Family di Charles Manson, uno psicopatico che aveva costruito attorno a sé una sorta di comunità-setta dalle idee confuse (Manson sosteneva di essere ispirato nel suo agire da inesistenti messaggi subliminali nel brano dei Beatles Helter Skelter) ma distruttive. Agosto 1969: cinquant'anni fa finiva per sempre il sogno hippy, l'estate dell'amore, la visione di una vita alternativa fatta di sesso libero, scoperta della filosofia orientale, esperimenti con le droghe, vita nomade e anticonformismo su tutti i fronti, dal modo di vestire a quello di scoprire e mostrare il proprio corpo. Solo qualche mese dopo, con l'omicidio di un ragazzo di colore in mezzo al pubblico del concerto dei Rolling Stones al Festival di Altamont, accoltellato dagli Hell's Angels usati incredibilmente come security, lo slogan Pace, Amore, Musica, si disintegrava. La pietra tombale sui sogni di quella generazione fu l'assassinio di John Lennon da parte di un fan psicotico, era il 1980. Ma torniamo a Sharon Tate.

Bellissima e solare, o forse no

Ci misero tre mesi le forze dell'ordine negli Usa a capire che Manson e i suoi accoliti stavano seminando morte distruzione, anche prima e dopo del massacro di Cielo Drive. L'8 agosto 1969, a tardissima sera, in quella lussuosa villa, morirono l'attrice, l'ex Jay Sebrig, gli amici Wojciech Frykowski e Abigail Folger, il giovane Steve Parent che aveva avuto il solo torto di aver incrociato gli assassini mentre era nella sua auto, e di aver tentato la fuga. Coltellate e colpi di pistola: tutti uccisi. Hollywood si svegliò immersa nel sangue e nell'orrore, il mondo restò a bocca aperta di fronte alle immagini, alle ipotesi, alla violenza dell'esecuzione. Si sparsero voci incontrollate che misero il bersaglio addosso a Polanski, che la sera del macello non era in casa. Aveva appena girato Rosemary's Baby, horror satanico di grande successo. E via di voci sui patti col Maligno di cui ora il regista polacco chiamato negli Usa pagava il prezzo. Ma nel corso degli anni sono state varie inchieste giornalistiche e alcuni libri a mettere in una luce diversa il rapporto tra la Tate e Polanski. Niente di satanico, ma molte fragilità e alcune oscurità. Pesa molto quanto scritto da Debra Tate nel libro La vera storia di Sharon Tate, sua sorella.

Quegli uomini violenti e manipolatori, e la sua fragilità

Dove si parla con dovizia di particolari del rapporto malato fra la bellissima attrice e il suo produttore-pigmalione Ransohoff che la lanciò nel cinema chiedendole in cambio di essere sua. Sharon disse no. Vissuta alcuni anni in Italia, dove suo padre lavorava in una base militare, debuttava in Barabba, girato proprio nel nostro Paese. Poi la violenza sessuale subita da ragazzina. La fragilità di carattere e la tendenza a mettersi con uomini dai modi discutibili e brutali: dall'attore Philippe Forquet, violento con lei, al produttore ossessivo Ransohoff. Nel mezzo, il parrucchiere delle stelle Jay Sebrig, un amore vero che terminerà di fronte al fascino subito da Polanski. Che descrise sempre la Tate non solo come una bellissima e affascinante donna, ma anche come una moglie perfetta e una persona piena di grazia e intelligenza. I due divennero la coppia glamour per eccellenza: nel look, nelle pose, negli abiti. Ma secondo il libro della sorella di Sharon (scritto con Ed Sanders) lui era una sorta di padre-padrone e la manipolava in tutto. Sharon era al culmine della fama nel 1968 grazie al successo del film La valle delle bambole. La sua vita finirà travolta dalla follia di Manson, morto in carcere durante il suo ergastolo, e della sua banda nell'agosto di 50 anni fa. L'orrore dietro ai lustrini dello spettacolo, e a una cultura che predicava libertà e leggerezza, uscita a pezzi da quella stagione.