Sharon Stone in lacrime al gala: "Ho perso la metà dei miei soldi nel crollo di una banca"

La diva ha parlato del disastro finanziario, dando da pensare che sia collegato alla vicenda di Silicon Valley Bank. Ma ha incitato a donare per la lotta ai tumori

TiscaliNews

A pezzi ma con rabbia e determinazione. Fresca dei suoi 65 anni, Sharon Stone è comparsa come madrina del gala di beneficienza per la lotta contro i tumori organizzato dal Women’s Cancer Research Fund a Beverly Hills. Bellissima, autorevole, spezzata da due eventi di cui non ha fatto mistero. Nel suo intervento sul palco, la diva ha prima parlato della perdita del fratello Patrick. Poi ha parlato, la voce già rotta dalla commozione, di come lei stessa sia parte di un "periodo in cui le cose non sono facili per noi", raccontando come ha perso la metà dei suoi soldi nel crollo recente di una banca di cui si parla moltissimo. Ed è facile l'accostamento al crack della Silicon Valley Bank, istituto finanziario legato ai giganti della tecnologia americani che è andato in crack. Quindi è tornata l'ironia, quando Sharon Stone ha definito dal punto di vista finanziario se stessa come "tecnicamente un'idiota" ribadendo però "posso ancora firmare un assegno" a favore della ricerca sul cancro di cui lei stessa ha beneficiato.

La lotta di Sharon Stone con i tumori

L'attrice ha raccontato inoltre come lei stessa abbia ricevuto cure e assistenza medica per tumori, a partire dai due che le sono stati asportati dai seni nel 2001, intervento in seguito al quale ha subito una chirurgia ricostruttiva. Un terzo le è stato scoperto nell'utero, fortunatamente tutti e tre si sono poi rivelati benigni. Tempi duri per tutti, anche in quegli Usa colpiti dal calo dei profitti delle grandi aziende di tecnologia e servizi (Google, Amazon, Meta, Apple) con decine di migliaia di bruschi licenziamenti a seguire, fino al crollo della banca che era legata a doppio filo con quel business. "E' un momento in cui serve coraggio" ha detto la Stone, "lo sto vivendo sulla mia pelle". Ma guai a fermarsi dal fare del bene agli altri, specie se quel bene passa per una ricerca medica che serve davvero a tutti.