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Prima il corpo poi la clonazione della voce, Scarlett Johansson contro ChatGPT: "Mi stanno rubando"

L'attrice si era già vista manipolare l'identità, il viso e il corpo, trasformato a sua insaputa in attrice hard. Ora la voce. La protesta e le minacce legali

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   

L'impatto di Scarlett Johansson con l'Intelligenza Artificiale generativa somiglia molto a uno scontro frontale. Alla diva premio Oscar, già attivissima sul fronte del pari compenso fra attrici e attori ad Hollywood, era capitato di trovare la sua faccia perfettamente animata e realistica sul corpo di una pornostar intenta a fare cose da pornostar. E non era stato facile far capire al mondo che quella, così credibile, non era lei, che si trattava del più sofisticato dei falsi, il deep fake, costruito con l'Intelligenza Artificiale. Ora tocca alla voce. La Johansson si è ascoltata nei panni, a sua insaputa, di assistente vocale di ChatGPT, forse la più famosa e diffusa AI gestita dalla società OpenAI di Sam Altman. E non l'ha presa bene per niente.

Come in Her

Ironia della sorte vuole che fosse proprio della Johansson la voce senza volto nel film Her, quella che fa innamorare e riempie per un po' la vita al protagonista di quel premiato e apprezzato film con protagonista Joaquin Phoenix. E che sia stato lo stesso Altman, nel presentare la versione 4o di ChatGPT, a definirla "Her". La nuova versione di questa AI è studiata per capire in modo profondo come mai le emozioni umane e rispondere in maniera empatica. Tutto questo con la voce artificiale di una entità chiamata da Open AI col nome di Sky e annunciata come "basata sulla voce di un'attrice famosa". Ma avvertita da amici suoi, la Johansson si è ritrovata Sky con una voce identica alla sua. Ed è scattata la sua rabbia e la minaccia di ritorsioni legali: "Hanno rubato la mia voce, mi avevano detto che non l'avrebero fatto. Quando l'ho sentita ero sotto shock, incredula. I miei amici stretti non la riuscivano a distinguere da me". Va specificato che la volta precedente, quando l'attrice è stata clonata e animata nei panni di attrice porno, quello era un vero hacking criminale e OpenAI non c'entrava niente. 

Il dietrofront fra molte resistenze

Come è facilmente comprensibile, la voce, il corpo e il viso sono parte fondamentale dell'identità di ogni persona e in particolare una celebrità, e ancora di più un'attrice come Scarlett Johansson, le considerà proprio patrimonio. Di fronte alle minacce di causa legale, Sam Altman, fondatore di Open AI, ha detto che la voce dell'assistente vocale Sky non è stata basata su quella di Scarlett e che i prodotti della sua azienda non dovrebbero imitare quelli di celebrità. Ma la somiglianza è così notevole che, seppure a malincuore, Altman ha disposto la sospensione della voce di Sky/Scarlett dalla sua AI. "Siamo dispiaciuti di non aver comunicato meglio la cosa", ha ammesso il Ceo. Poi precisando ulteriormente di aver usato la voce di un'attrice assunta prima che Altman contattasse la Johansson. E affidando i documenti che lo dimostrerebbero al Washington Post, incluse le parole dell'agente dell'attrice misteriosa. Ma l'incidente resta e fa capire quanto il mondo della creatività, dell'arte, dei contenuti e delle identità umane prestate a queste attività in particolare, sarà messo sempre più alla prova dalla nuova frontiera tecnologica.

Video approfondimento: non solo Scarlett, le celebrità vittima di Deep Fake, e come difendersi

 

 

Cristiano Sanna Martinidi Cristiano Sanna Martini   
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