Scarlett Johansson pornostar a sua insaputa: "E non posso farci niente". Una piaga che va a peggiorare

L'attrice, tra le più pagate al mondo e attive per la parità femminile, messa di fronte a sequenze hard con il suo volto. Era solo l'inizio. Il caso Deepsukebe

Scarlett Johansson: quello che le è accaduto è solo la punta di un iceberg
Scarlett Johansson: quello che le è accaduto è solo la punta di un iceberg

Come può essere successo che una delle attrici più pagate del mondo, bellissima ma sempre molto attenta a non scoprire troppo il suo corpo (è successo per ragioni di copione in Under The Skin, dove era un'aliena che si "vestiva" di un fisico umano) si sia trasformata in attrice porno? Il caso è solo il più eclatante di una lunga serie, e lancia un allarme tuttora in corso perché l'attacco viene portato con armi ad alta tecnologia ma la difesa è per ora totalmente inadeguata. Ripartiamo dalle stesse parole dell'attrice, conosciuta per i suoi ruoli in Avengers, in diversi film di Woody Allen, in Storia di un matrimonio e nel nuovissimo Black Widow: "Combattere con chi ha usato il mio viso montandolo sul corpo di un'attrice hard è una battaglia persa. Internet è un buco nero di depravazione che si autoalimenta. Ogni Paese ha le proprie regole sui diritti d'immagine e se puoi ottenere la rimozione in un posto, altrove questo può non avvenire". Questo un estratto di una sua intervista al Washington Post. 

Una piaga che ora diventa peggiore

Da qualche anno i deepfake, cioé le animazioni finte ma estremamente realistiche di corpi e visi di celebrità da proporre in video pornografici, sono andate moltiplicandosi come un'autentica epidemia. La Johansson e Gal Gadot (la Wonder Woman del fortunatissimo film in cui la supereroina viene riletta in chiave decisamente femminista) sono state tra le prime vittime eccellenti dei criminali informatici. I quali usano l'intelligenza artificiale per catalogare immagini di una persona e poi animarle a piacimento, in situazioni in cui una persona normale non vorrebbe mai trovarsi. Così ecco le dive di Hollywood trasformate in loro malgrado in interpreti hard. Se finora erano necessari software particolarmente sofisticati e non utilizzabili da chiunque, l'ultimo salto in avanti dell'intelligenza artificiale diventa ancora più preoccupante.

Il caso Deepsukebe

E' di queste ore la battaglia contro Deepsukebe (subito sospeso dalla condivisione su Facebook, e pluridenunciato), sito che realizza deep fake porno non solo usando le immagini animate di volti famosi, ma anche di donne non celebri. Quelle che hanno condiviso video e foto della loro vita su Internet e sui social, diventati materie prime per le animazioni realizzate da Deepsukebe con un algoritmo potente ma semplificato, quindi più facile da usare e che può ricavare un video falso e lesivo della dignità personale anche partendo da una sola foto. Il sito è stato buttato giù due volte, e due volte si è ripresentato con nome e indirizzo Web leggermente diversi. Secondo un recente dossier su questo problema, la quantità di deepfake hard in circolazione è raddoppiata ogni sei mesi a partire dal 2018 (quando scoppiò il caso Scarlett Johansson, la quale quattro anni prima era stata fra le oltre 100 attrici e modelle le cui immagini private erano state rubate e diffuse sul Web). Il 95% di questi video riguarda donne. Si è cominciato con le superstar, ora il bersaglio sono donne "normali", persone di tutti i giorni, e si teme per l'eccesso di foto e video di bambini e neonati resi disponibili sui social dai loro stessi genitori