"Costretti da Zeffirelli al nudo da adolescenti". L'attacco degli attori, il figlio: "Denuncia imbarazzante"

Era il Sessantotto quando uscì "Giulietta e Romeo" con una piccola scena che contribuì al suo successo. Ora gli interpreti vogliono mezzo miliardo di dollari, l'erede del regista non ci sta

Leonard Whiting e Olivia Hussey oggi, e nella scena 'incriminata' (Foto Shutterstock e fotogramma dal film)
Leonard Whiting e Olivia Hussey oggi, e nella scena "incriminata" (Foto Shutterstock e fotogramma dal film)

La guerra legale da mezzo miliardo di dollari è scoppiata 55 anni dopo i fatti e Pippo Zeffirellil figlio di Franco, regista del Romeo e Giulietta del 1968, non ci sta a vedere il genitore scomparso dipinto come perverso manipolatore di adolescenti. Di fronte all'accusa di Olivia Hussey e Leonard Whiting, interpreti di quel film di essere stati costretti a farsi riprendere nudi contro la loro volontà, Zeffirelli Jr. dice: "E' imbarazzante sentire che oggi, a cinquantacinque anni di distanza dalle riprese, due anziani attori che debbono la loro notorietà essenzialmente a questo film si sveglino per dichiarare di avere subito un sopruso che ha provocato loro anni di ansia e disagio emotivo".

Follow the money

Vuoi capire come stanno le cose? Vuoi leggere la realtà? Follow the money dice un antico detto giornalistico sempre valido. Segui i soldi. E oggi i soldi ci portano dentro la richiesta di risarcimento da oltre 500 milioni di dollari (stando alle prime indiscrezioni) in arrivo da Leonard Whiting e Olivia Hussey. I due interpreti della versione sessantottina di Romeo e Giulietta diretta dallo scomparso Franco Zeffirelli. All'epoca fu modesto scandalo e grande successo, colpì per il candore e la disinvoltura con cui il regista italiano filmava i loro corpi nudi sdraiati dopo una scena d'amore. Si vedeva pochissimo e già a fine anni Sessanta c'era cinema molto più esplicito di quello e non parliamo certo di film hard ma di pellicole d'autore. Follow the money, dunque, e per essere stati ripresi lui sul letto, visibile il sedere e la schiena nudi, lei abbracciata sotto le coperte con i capelli lunghi a coprirle il seno che appena si intravvede, i due oggi ultrasettantenni e all'epoca minorenni, puntano i dito contro Zeffirelli e fanno causa alla Paramount.

"Sfruttati e angosciati"

A tre anni dalla morte di Franco Zeffirelli, dunque, Hussey e Whiting protestano via manager (Tony Maritozzi) per come furono a dire dei tre ingannati dal regista sul set. Le scene sensuali erano previste ma pure che i due giovanissimi attori (avevano 16 e 17 anni) le girassero con addosso indumenti intimi color carne. All'ultimo momento, così sostiene Maritozzi, Zeffirelli avrebbe chiesto ai suoi interpreti di lasciarsi riprendere nudi "se no il film sarebbe stato un fallimento". Ma la sensazione di inganno e la forzatura li avrebbe fatti sentire in seguito angosciati e sotto shock, e a loro dire danneggiati nelle future proposte di lavoro. A dirla tutta, la Hussey continuerà a girare e a mostrarsi nuda in film successivi, trascurabili. Ma era maggiorenne. Su questo punto si gioca tutta la causa, come sostiene il legale della coppia di attori, Solomon Gresen: "Mostrare minorenni nudi è un reato, all'epoca erano molto piccoli e ingenui e non capivano a cosa sarebbero andati incontro. Improvvisamente sono diventati famosi in modo incredibile e al contempo sono stati violati in un modo che non sapevano affrontare". La Paramount che produsse il film e ora è oggetto della richiesta del cospicuo risarcimento, per ora non parla. Ma il figlio di Zeffirelli sì: "La scena d'amore è quanto di più lontano dalla pornografia di quanto si possa immaginare. Olivia Hussey ha lavorato ancora con Zeffirelli, interpretando mirabilmente Maria nel Gesù di Nazareth; e Leonard Whiting è perfino venuto a Firenze per le esequie del Maestro, e ha portato la sua testimonianza al Memorial tenuto a Londra nel febbraio 2020". 

L'ondata di puritanesimo e i nuovi mostri sbattuti in prima pagina

Sono diversi i media a ricordare come all'epoca dell'uscita del film la stessa Hussey difendesse quella breve sequenza di nudo in gran parte coperto da lenzuola e francamente né esplicito né hard. Disse che era necessario per la narrazione e che tutto era stato fatto con gusto e consapevolezza. A Variety quattro anni fa l'attrice disse: "Leonard (il suo comprimario, ndr) non era affatto timido e io ho completamente dimenticato di indossare i vestiti". Memoria swelettiva e rivisitata, quindi, quando ci sono parecchi potenziali soldi in ballo. Follow the money. La nuova ondata di puritanesimo americano che ha rivitalizzato il #MeToo (che esisteva ben prima) è culminata in decine di denunce anche contro persone già scomparse e di processi mediatici in cui bastano le accuse di uno (o più spesso una) per distruggere la reputazione, la vita sociale e professionale del presunto colpevole.

Basta la denuncia e sei distrutto: siamo a questo punto

La sentenza, di qualsiasi esito sia? Un dettaglio, l'importante è la vendetta danarosa, l'autorisarcimento per le proprie frustrazioni e il giustizialismo spiccio. La memoria è cortissima e tralascia i dettagli: come quando le attrici vestite a lutto qualche anno fa dimenticarono di invitare alla premiazione dei Golden Globe Asia Argento, che si era esposta contro Weinstein, mentre la ex migliore amica di Asia, l'attrice Rose McGowan con la sua compagna Rain Dove diventava sua accusatrice del presunto stupro dell'attore Jimmy Bennett. Come la recente assoluzione di Kevin Spacey dalle accuse di molestie sessuali (il MeToo si è già esteso all'ambito gay) ma solo dopo essere distrutto a tutti media e cancellato da film e serie tv (ma è atteso da altri processi). Come, ancora, il white washing (cioè la cancellazione di certi dettagli) sulla vita di Maria Schneider, tormentata attrice resa celebre da Ultimo tango a Parigi che disse poi di essersi sentita violata per come Brando e Bertolucci avevano risolto la scena dello stupro nel film. Molto si può dire sui metodi forti con cui si arriva a una verità sul set, molto si potrebbe dire anche sulla vita fragile e incline a disagio emotivo e abusi della povera Schneider. Nel frattempo: sbatti il mostro in prima pagina, e follow the money. La vicenda processuale Depp-contro-Heard è l'inevitabile capolinea di tutta questa deriva fuori controllo.