Haggis e lo stupro: "Io innocente, lei voleva soldi e diventare la prossima Bond Girl"

Il regista e sceneggiatore premio Oscar nega di aver violentato la donna che lo ha denunciato e per cui è in stato di fermo in Puglia

Paul Haggis (Foto Shutterstock)
Paul Haggis (Foto Shutterstock)
TiscaliNews

Il regista e sceneggiatore premio Oscar Paul Haggis, accusato di violenza sessuale e agli arresti domiciliari da domenica scorsa in un albergo di Ostuni (Brindisi), ha dato la sua versione dei fatti al gip Vilma Gilli nell'interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo. Haggis ha risposto a tutte le domande che hanno fatto il giudice, i pm e la difesa. Lo stesso Mr Haggis ha dichiarato la sua volontà di rimanere in Italia fino a quando non sarà definitivamente accertata la sua totale innocenza" ha fatto sapere il suo legale Michele Laforgia. 

Rapporti consensuali

"Paul Haggis ha spiegato come sono andati i fatti. Si è dichiarato totalmente innocente, così come aveva fatto nell'immediatezza del fermo. I rapporti che ha avuto con questa donna sono totalmente consensuali nel corso di questi tre giorni trascorsi insieme ad Ostuni", ha proseguito l'avvocato. "Abbiamo chiarito - ha precisato Laforgia -, anche contrariamente a quello che si ipotizza nelle imputazioni, che non c'è nessuna lesione e nessun segno di violenza".

La possibilità del ricatto 

In un articolo pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, viene anticipato un memoriale difensivo del regista il quale affermerebbe - secondo la versione del quotidiano - che i rapporti con la presunta vittima siano stati consenzienti e che sarebbe stata lei a raggiungerlo in Puglia, dove Haggis avrebbe dovuto partecipare a un festival. Il regista avrebbe anche conservato i messaggi WhatsApp scambiati con la donna.  Nel memoriale Haggis spiegherebbe di averla incontrata e che lei "voleva essere la prossima Bond Girl". Mercoledì 15 il regista l'avrebbe portata in aeroporto a Brindisi, alle 6 del mattino. "L'ho lasciata lì all'aeroporto con i suoi bagagli - spiegherebbe Haggis nel memoriale - a quel punto mi ha detto che dovevo darle dei soldi. Le ho detto che mi dispiaceva ma non l'avrei fatto e me ne sono andato". Frasi che lascerebbero intendere un intento ricattatorio, tutto da dimostrare. 

Il referto male interpretato

"Io credo - ha sottolineanto il penalista barese - che abbiano male interpretato il referto del Pronto Soccorso, dove la ragazza è stata visitata a seguito della denuncia. Adesso stiamo aspettando il provvedimento del giudice che dovrà pronunciarsi sia sul fermo che sulla richiesta dell'accusa, che è di mantenere gli arresti domiciliari in attesa degli accertamenti urgenti."