Paolo Conte, veniamo tutti via con te. Il film e la rivelazione su Benigni e la moglie dell'avvocato

Il bellissimo film dedicato all'avvocato della musica italiana torna in sala a grande richiesta, dal 15 al 18 ottobre. Tre giorni per scoprire la magia di un artista unico che tutto il mondo ci invidia

Paolo Conte, veniamo tutti via con te. Il film e la rivelazione su Benigni e la moglie dell'avvocato

"Mi sento fradicio di magia". È una delle tante frasi-capolavoro di una canzone ("Colleghi trascurati") di Paolo Conte, una di quelle frasi che più che descrivere qualcosa la impermeano, entrando dentro le viscere dell'animo, rendendo l'idea di un qualcosa che tutti abbiamo provato nella vita e che non siamo mai stati capaci di esprimere così bene. Ecco, uscendo dal cinema dopo aver visto il film "Paolo Conte - Via con me" ti senti fradicio di magia e hai quasi il dispiacere di dover tornare a guardare il mondo con i tuoi occhi e non con quel mix inimitabile di intelligenza, ironia e struggente malinconia che pervade il mondo dell'avvocato della musica italiana.

Si tratta di un film, presentato a Venezia, diretto dal bravissimo Giorgio Verdelli che ha schierato un plotone di artisti di prima linea capaci per una volta di mettere l'ego da parte e riscoprirsi semplici ed emozionati fan al cospetto di un artista unico che tutto il mondo ci invidia. Sono bastati tre giorni di programmazione (il 28, 29 e 30 settembre) e il passaparola di chi l'ha visto per convincere produttori ( Sudovest Produzioni, Indigo Film in collaborazione con Rai Cinema ) e la distribuzione (Nexo Digital ) a tornare in sala per far fronte alle tante richieste. Così dal 15 al 18 ottobre "Paolo Conte - Via con me" sarà di nuovo nelle sale.

D'altra parte in quale iperuranio è possibile vedere Caterina Caselli, leggenda della musica e boss della discografia, parlare come una ragazzina adorante e raccontare di quando è stata il martello pneumatico di un riottoso manager discografico olandese pur di assicurarsi la pubblicazione dell'intero catalogo di Conte? È ammirato il racconto del loro primo incontro-collaborazione, quando Conte era ancora soltanto un autore e per lei scrisse "Insieme a te non ci sto più". Ed eccola ridere ripensando a una frase geniale in cui tutti noi ci siamo imbattuti ascoltando "Gli impermeabili" e sognando di passare una serata della nostra vita appoggiati al bancone del Mocambo, tra serrande abbassate e lividi dell'anima: "Capite, Paolo è uno capace di scrivere "ma come piove bene sugli impermeabili". Come gli è venuto in mente?".

Il mio genere? Confusione mentale di fine secolo

E sempre viaggiando nell'iperuranio dove è altrimenti possibile vedere Jovanotti esaltarsi per il testo di "Bartali" dove "la campagna abbaia"? E poi Francesco De Gregori che recita il testo di una canzone contiana in napoletano e racconta di quando, consapevole di aver fatto una rilettura piuttosto ardita, per non dire sfrontata di "Via con me" insieme a Lucio Dalla, incontrandolo per strada ha temuto il peggio? Nel film naturalmente c'è soprattutto Paolo Conte, la campagna piovosa vicino ad Asti, le milonghe, l'amore per il jazz e il kazoo.  E alcune chicche imperdibili, come le immagini dei concerti all'Olympia di Parigi, quando sedusse per sempre i francesi dichiarando che il suo genere era "confusione mentale di fine secolo", e di irripetibili serate al Club Tenco, dove lo spettacolo vero cominciava dietro le quinte, quando la serata era finita. 

Benigni rimase ammutolito di fronte alla bellezza di Egle

Ed è prorio in una di questa che si verifica l'aneddoto più divertente del film, complice Roberto Benigni, amico per la pelle e fan sfegatato di Paolo Conte. A raccontarlo è Vincenzo Mollica: "Benigni rimase ammutolito nel vedere arrivare Paolo Conte accompagnato dalla bellissima moglie Egle. Gli piaceva tanto". E così durante la prima serata del Club Tenco del 1981 Benigni sul palco dedicò una canzone alla moglie di Paolo Conte dal titolo piuttosto esemplificativo: "Mi piace la moglie di Paolo Conte". L'avvocato stette al gioco e con la sua aria sorniona il giorno dopo sul palco  prima di iniziare a cantare si dichiarò "perdutamente invaghito della zia di Benigni"