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Il "Nuovo Olimpo" di Ozpetek lascia il telespettatore sospeso: la spiegazioni del finale che divide e commuove

L'ultimo capolavoro di Ferzan Ozpetek, disponibile su Netflix, ci lascia con una speranza o forse rappresenta una resa. Dipende dai punti di vista

Maria Elena Pistuddidi M.E.P.   

Se siete alla ricerca di un film che vi faccia battere il cuore, versare una lacrima per poi lasciarvi a bocca aperta, allora non potete perdervi Nuovo Olimpo, il capolavoro di Ferzan Ozpetek, disponibile su Netflix e presentato in anteprima alla Festa del cinema di Roma. Si tratta di una storia d’amore straordinaria e tormentata, che ha come protagonisti due ragazzi, Enea e Pietro, che si conoscono per caso in una sala cinematografica di Roma alla fine degli anni '70. Tra loro scoppia una passione travolgente, ma anche pericolosa, in un’epoca in cui l’omosessualità era ancora un tabù. Il loro amore, però, viene spezzato da un tragico incidente, che li separa per decenni. Il film segue le loro esistenze parallele, fatte di alti e bassi, di altre storie, ma anche di un rimpianto che non si spegne mai.

Quell'amore perduto che c'è stato davvero

Il regista turco, ispirandosi a una storia vera, ci regala un film intenso e coinvolgente. Ma quanto c’è di autobiografico in "Nuovo Olimpo"? "Ho sempre pescato dalla mia vita nei miei film, ma questa è una storia che volevo raccontare da 7-8 anni ed è quasi del tutto autobiografica - ha detto lo stesso regista. Ozpetek racconta come questo amore perduto ci sia stato davvero: È stata una grande passione, ci siamo persi come accade nel film, e lui mi è rimasto dentro, nel tempo ho pensato: “Chissà se vede i miei film, se gli piacciono”? Lo cercavo nella folla. Poi qualche anno dopo, forse cinque, l’ho rivisto sposato: bella atmosfera d’alta borghesia, la signora in tailleur molto carina. Ci siamo detto: “Come stai? E tu?”. Mi ha presentato, ero emozionato, avevo fretta di andarmene. Poi lui mi ferma, mormora: “Ti ho sempre cercato tra la folla”. Un colpo al cuore. Ho pensato di dargli il numero di telefono, e intanto mi dicevo: “Non lo fare, non lo fare”. Era quasi irresistibile, ma non l’ho fatto ed è stato meglio così". 

Atmosfere magiche ed avvolgenti e un cast eccezionale

Il film vanta un cast di attori eccezionali, che interpretano con bravura e sensibilità i personaggi principali e secondari. Damiano Gavino e Andrea Di Luigi sono perfetti nei panni di Enea e Pietro, e riescono a trasmettere tutta la forza e la fragilità del loro amore. Luisa Ranieri, Greta Scarano, Jasmine Trinca e Giancarlo Commare sono invece gli amici e i parenti che li accompagnano nel loro percorso di vita, tra affetto e incomprensione. La fotografia di Gian Filippo Corticelli e la musica di Pasquale Catalano creano un’atmosfera magica e avvolgente, che ci fa viaggiare nella Roma degli anni '70 e '80. 

Ma il vero punto di forza del film è il finale

Un finale che riserva una sorpresa incredibile e commovente, ma anche un po’ amara e deludente. Il film si conclude con un incontro tra Enea e Pietro, dopo tanti anni di silenzi e di distanze. Un finale che lascia lo spettatore tra il sorpreso e il deluso, perché da una parte realizza il desiderio di una conclusione romantica, ma dall’altra nega la possibilità di una felicità reale. Alcuni possono vederla come una speranza di un lieto fine per i due protagonisti, che hanno finalmente l’occasione di vivere il loro amore, con Giulia, la moglie di Pietro, che accetta il suo sentimento verso Enea e lo invita a seguirlo. Altri possono vederla come una resa a un amore impossibile e irrealizzabile, che i due protagonisti capiscono di non poter avere, perché è passato troppo tempo, perché la loro vita è cambiata e perché nulla è più come veniva descritto nella lettera che Pietro aveva lasciato ad Enea, in cui immaginava il suo sogno, e che quest’ultimo aveva poi riletto soltanto dopo molti anni.

Due possibili spiegazioni

Il regista Ozpetek ha voluto lasciare aperta la possibilità di un ricongiungimento tra i due, ma ha anche voluto mostrare la loro nostalgia per il passato e il loro sogno mancato. La scena dei giovani Enea e Pietro che cenano e si divertono insieme rappresenta la vita che avrebbero potuto vivere ma che non avranno mai. Un finale, insomma, che ci fa riflettere sulle scelte che facciamo nella vita, sulle conseguenze che hanno sulle persone che amiamo e sulle occasioni che perdiamo per paura o per orgoglio.

Maria Elena Pistuddidi M.E.P.   
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