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Oscar 2024, Garrone vola, fuori Di Caprio. Due bocciature eccellenti per "Barbie", Oppenheimer quasi come Titanic

Sarà una notte di Maestri e Maestre, ma con due sorprese. Appuntamento al 10 marzo

Andrea Giordanodi Andrea Giordano   
Oscar 2024, Garrone vola, fuori Di Caprio. Due bocciature eccellenti per 'Barbie', Oppenheimer quasi come Titanic
Barbie, 8 nomination per gli Oscar (Ansa)

L’Academy Motion Picture Arts and Sciences, che ogni anno assegna gli Oscar, ha finalmente diramato le nomination dei premi più attesi dal cinema internazionale, e che saranno consegnati il prossimo 10 marzo 2024.

Due sorprese

Sarà una notte di Maestri e Maestre, ma con due sorprese: da un lato l’esclusione di Greta Gerwig (con Barbie) nella categoria di miglior regia (si rifà probabilmente come miglior sceneggiatura originale) e dall’altro, forse più clamorosa e sorprendente, quella di Leonardo DiCaprio, che non compare nella categoria di miglior attore protagonista, nonostante la sua ottima performance in Killers of the Flower Moon, il film di Martin Scorsese passato in gran spolvero all’ultimo Festival di Cannes. Iniziamo però dalle buone notizie, quelle riferite a Io capitano di Matteo Garrone, entrato nella cinquina per il Miglior Film Internazionale, e capace già dalla scorsa Mostra di Venezia (Leone d’Argento alla miglior regia) di girare il mondo, confermandosi da allora tra i titoli maggiormente apprezzati. A 10 anni dunque dall’Oscar per La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino (e a due da É stata la mano di Dio), e a 60 da quello per 8 ½ di Fellini, l’Italia torna nuovamente a competere, e lo farà da protagonista, anche se il favorito rimane l’inglese La zona d’interesse. 

Chi vincerà tra Oppenheimer, Povere creature!, Killers of the Flower Moon e Barbie?

Per tutti gli altri sarà una gara a parte, a colpi di statuette, riconoscimenti, numeri da (abbattere) o ritoccare, tabù da sfatare. A partire da Oppenheimer di Christopher Nolan, incentrato sul padre della bomba atomica, il fisico J.

Oppeinheimer miglior regista

Robert Oppeinheimer, e nominato anche come miglior regista e nella sceneggiatura non originale (lui che non ha mai vinto in tutta la sua carriera potrebbe davvero fare bottino pieno) e che è indubbiamente il frontrunner destinato a regalare emozioni e conferme. Due su tutte, l’Oscar a Robert Downey Jr., che lo insegue da tempo, e dovrà vedersela, nella categoria di miglior attore non protagonista con Robert De Niro e Ryan Gosling, quest’ultimo ottimo Ken in Barbie, e poi quello a Cillian Murphy, in quella di miglior attore protagonista, sempre che Paul Giamatti (nominato per The Holdovers) non faccia lo scherzetto dell’ultimo momento, e ne sarebbe capace. Un totale di ben 13 nomination.

Attenzione però al grande decano Martin Scorsese, mai sottovalutarlo, anzi, perché Killers of the Flower Moon (10 nomination totali), potrebbe, tra gli altri, far vincere alla prima attrice nativa americana, Lily Gladstone, un primo e storico Oscar da protagonista, mettendo al tappeto (e sarebbe comunque un delitto) l’Emma Stone di Povere creature!, la pellicola, diretta da Yorgos Lanthimos (nominato anche come miglior regista) a dettare legge nelle nomination (11).

E Barbie? Insegue a 8 nomination, con la new entry (ne siamo felici) America Ferrera (nella categoria miglior attrice non protagonista) e poche certezze, la possibile vittoria di Billie Eilish e Finneas O’Connell per la miglior canzone, splendida What Was I Made For, e appunto la sceneggiatura originale, l’idea tra le idee, pensata da Greta Gerwig e Noah Baumbach per raccontare di una Barbie, apparentemente superficiale e fragile, che però diventa umana e maggiormente consapevole nel capire cosa vuole dal, e nel, mondo. 

Curiosità e grandi ritorni, come Jodie Foster

E poi ci sono le curiosità, per gli amanti delle statistiche, che credi di non dover aggiornare, ed invece vengono periodicamente stravolte. Una riguarda John Williams, il compositore 91enne (con già 5 Oscar in casa) che concorre, udite udite, alla 54esima nomination per la colonna sonora di Indiana Jones e il Quadrante del Destino. E poi l’inossidabile Steven Spielberg, tra i produttori di Maestro, il film-evento di Bradley Cooper, che nella notte delle stelle concorre con il biopic sul compositore Leonard Bernstein, come miglior film, miglior attore e miglior sceneggiatore, con un totale di 7 nomination, tra cui anche Carey Mulligan (miglior attrice). Una vera sfida, inseguita da anni. Attenzione poi a Jodie Foster (Oscar per Sotto accusa e Il silenzio degli innocenti) e Annette Bening, che, merito di Nyad – Oltre l’oceano (su Netflix), il film sulla nuotatrice Diana Nyad, tornano e concorrono tra protagoniste e non. 

Conferme e outsider

Come in tutte le notti degli Oscar, gli outsider sono alla porta e possono tranquillamente sconvolgere i piani dei bookmaker. Anche qui tre titoli, assolutamente da recuperare: La zona d’interesse di Jonathan Glazer (in sala dal 22 febbraio), in lizza anche contro il nostro Matteo Garrone, il coreano Past Lives diretto da Celine Song, e il francese Anatomia di una caduta di Justine Triet, Palma d’Oro a Cannes nel 2023, e qui nominata anche come miglior regista, unica donna nella categoria dietro alla macchina da presa. Tutti e tre titoli nominati anche come miglior film dell’anno.

Già consegnati gli Oscar onorari, all’attrice Angela Bassett, al regista, sceneggiatore e comico Mel Brooks, 97 anni e alla montatrice Carol Littleton. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Los Angeles al Dolby Theatre, presentata ancora dal conduttore televisivo e comico Jimmy Kimmel, alla sua quarta conduzione, dopo le edizioni del 2017 (quella dell’epica gaffe dell’annuncio dell’Oscar al miglior film per La La Land, anziché a Moonlight), 2018 e 2023. 

Una serata in cui i Maestri e Maestre potrebbero essere tanti, orse non così scontati, e uno su tutti, ne abbiamo la certezza, Hayao Miyazaki, favorito per l’ultima sua meraviglia d’animazione, ancora in sala, Il ragazzo e l’airone.

Andrea Giordanodi Andrea Giordano   
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Andrea Giordano

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