[Il ritratto] Gli amori travolgenti per Craxi e Fellini, la carriera da star e le difficolà: la vita da romanzo della Milo

A 85 anni l'attrice più desiderata e ferocemente criticata del grande cinema italiano dice di non avere niente e di dover lavorare per aiutare anche i figli

Sandra Milo con Fellini premiato agli Oscar. A destra, l'attrice oggi
Sandra Milo con Fellini premiato agli Oscar. A destra, l'attrice oggi
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Era la donna perfetta per Fellini, per il suo immaginario e per il cinema del grande maestro eternamente infantile. Un cinema in cui le donne da sognare erano gigantesse, navi scuola, catene montuose di seni golosi e valli in cui riposare, truccate come personaggi dei fumetti, sfuggenti, pericolose, desiderate e materne. Sempre un po' bambine anche loro. Sandra Milo è stata tutto questo e ha esaltato la fantasia di Fellini all'ennesima potenza. E' lei l'apoteosi dell'amante perfetta sognata dall'italiano tipo: proprio lei come la ritrasse il grande Federico in 8 e 1/2. Ma oggi Sandra Milo è lontana da quei fasti, dice di non avere nulla. Nessuna proprietà, niente da parte, di rendite nemmeno l'ombra. E a 85 anni lavora ancora a teatro o in altri ambiti dello spettacolo per pagare lei i conti di due famiglie. Quelle dei figli Ciro e Azzurra.

La bambola perfetta

Voce nasale e naif, curve generose, occhi e bocca grandi, l'atteggiamento naturale da bambola-bambina che ha fatto sognare il cinema italiano specie negli anni Sessanta, Salvatrice Elena Greco, questo il vero nome dell'attrice nata in Tunisia da genitori italiani, la Milo non tardò molto a farsi notare. La sua carnalità era già al servizio di Roberto Rossellini in Il generale Della Rovere e di Luigi Zampa in Adua e le compagne. Due parti da prostituta, per poi essere promossa a protagonista in Vanina Vanini ancora da Rossellini nel film che per le stroncature ricevute mise a serio rischio la carriera di entrambi. E Sandra fu soprannominata Canina Canini da chi la riteneva una pessima attrice. Di tutto questo a Federico Fellini non interessava proprio nulla, fu lui a farne la sua amante in incognito per 17 anni e a promuoverla a nuova luce artistica, a cominciare dal ruolo in Giulietta degli spiriti, film che fece impuntare l'Italia retrograda e incantò il resto del mondo. Non c'era solo Fellini nella sua vita . Ci furono anche altre fermate sentimentali, tutte piuttosto agitate e punteggiate da violenza domestica: a soli 15 anni sposò il marchese Cesare Rodighiero e le nozze esplosero dopo appena 21 giorni, per undici anni fu legata a Moris Ergas da cui ebbe la figlia Deborah, oggi giornalista, quindi si legò ad Ottavio De Lollis con la nascita di Ciro e poi di Azzurra. Ma la "bambola" Sandra sarebbe stata anche l'amante dell'uomo che venne a prendersi l'Italia fra i tardi anni Ottanta e i primi Novanta.

A fianco a Craxi

Il premier socialista e leader del partito fu stregato dalla donna, ormai matura ma sempre infantile (e con un carattere di tutto rispetto, comunque) che faceva molto discutere, e molto piaceva in tv alla conduzione di Piccoli Fans in Rai e poi di Cari genitori su Mediaset. L'Italia da bere, quella dei nani e ballerine prestati alla politica, che dal crollo di Craxi e dal terremoto di Tangentopoli si consegnò complice al sogno da televendita di Silvio Berlusconi, ebbe nella Milo la sua testimonial ideale, posò e sponsorizzò a lungo le veloci fortune craxiane. Poi la disavventura del 1999, quando fu condannata a  tredici mesi di carcere e a un milione e 300.000 lire di multa per una truffa immobiliare di cui fu riconosciuta colpevole assieme all'allora compagno Giuseppe Lo Presti. Nella memoria più recente, restano le piccole parti per il cinema o i ruoli a teatro (tra cui quello in Fiori d'acciaio, capolavoro di Herbert Ross), ma soprattutto il pianto disperato mentre gridava il nome del figlio Ciro, che in diretta tv, per uno scherzo telefonico crudele di cui mai si trovò il colpevole, venne descritto come in fin di vita all'ospedale dopo un incidente stradale.

Più recentemente ha dichiarato di parlare ancora con Fellini, di cui ricorda l'amore, il sesso, la carnalità consumate in clandestinità alle spalle più o meno consapevoli della Masina. Il ritorno alla realtà è fatto di lavoro, di conti da pagare, dei figli da aiutare. Di continue necessità economiche. Vissute con consapevolezza, e anche orgoglio, dato che la stessa Sandra Milo di recente ha sottolineato: "La felicità la raggiungi anche rendendo felici le altre persone". Lontano dall'immagine di donna-amante-bimba ideale che le cucì addosso per sempre Fellini, e dentro un presente di madre e nonna che sa di non potersi fermare. Continuando comunque ad calcare le scene che tanto ama. Chissà cosa rimane ora della collezione di 60 mila mutandine sexy che Sandrocchia, come la chiamava Federico, disse di avere in una intervista alla tv iraniana, ottenendo che l'ira di integralista di quel governo la punisse con la distruzione del suo visto turistico. 

La Milo ai tempi della relazione con Bettino Craxi