"L'hard, l'anoressia e la mia nuova vita. Ero Selen e sono Luce: vi racconto tutto"

Da mito porno a quasi nonna cinquantenne che si occupa di bellezza femminile. Luce Caponegro ripercorre le tappe di una vita in perenne trasformazione

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di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Dopo Moana, solo lei. La giovanissima ragazza, scatenata e disinibita di Ravenna, diventò Selen e segnò l'immaginario hard di buona parte degli anni Novanta e dei primi Duemila. Oggi Luce Caponegro è un'altra persona. Una che ha pagato sulla sua pelle la difficoltà di avere una vita lontana dai set porno, accerchiata dalla moltiplicazione video sul Web delle sue imprese passate. A 50 anni, Luce fa i conti con la propria vita, racconta il passato e la sua trasformazione nel libro Da bambina sognavo di volare, dove non nega nessuna delle cose fatte in precedenza ma spiega la sua evoluzione e la conquista di una difficile serenità. Che ora mette a disposizione della cura degli altri. 

Luce, nella precedente intervista tu avevi avuto il tuo secondo figlio e parlavi dell'intenzione di scrivere il libro sulla tua vita, di prossima pubblicazione. Da bambina sognavo di volare è un modo di raccontare la tua seconda vita?
"L'idea ce l'avevo già 20 anni fa, pensavo di avere tanto da raccontare: i viaggi in Oriente, la fuga da casa, la trasgressione vissuta in tante forme, la ricerca spirituale, un periodo in cui soffrivo di anoressia, la fine del mio primo matrimonio, la riappacificazione con la mia famiglia. Mi sembrava di poter scrivere di una vita intera, vissuta a mille all'ora. Un periodo difficile, sconclusionato, adrenalinico. Dove l'unico punto fermo era il mio primo figlio Kangi, che porta un nome degli indiani Dakota. Proposi il libro a un editore importante, mi risposero che ero troppo giovane per pubblicare un'autobiogafia, avevo 30 anni. Ora dico che avevano ragione. Oggi ho 50 anni e so che quello ero un tassello della mia vita, in cui sono morta e rinata più volte".

Oggi sei una mamma, ti prepari a diventare nonna fra qualche mese, hai un centro benessere in cui ti occupi della bellezza delle donne. Davvero un secondo tempo della tua vita. Cos'è che ti rende più felice del presente?
"L'essere completamente me stessa. Non devo più indossare maschere, sono serena. Mi piace l'equilibrio che ho trovato grazie ai percorsi spirituali fatti. Mi piace il mio ruolo di mamma di due figli unici, come amo dire, nati a vent'anni di distanza l'uno dall'altro e tra poco il mio primogenito mi renderà nonna. Tutte cose belle".

Non è esistita solo la Luce-Selen del porno ma anche quella che ha fatto la tv, il teatro, il cinema comico e piaceva molto in queste vesti stralunate. Lo spettacolo, la scena, il set, non ti mancano?
"Ho fatto tante cose, come hai detto. E' stato un periodo importante, ho avuto riconoscimenti ma a livello mediatico non ho raggiunto più di tanto la gente. Forse è andata meglio con il reality La Fattoria, che mi diede modo di far vedere al pubblico che persona sono. Durante la mia partecipazione a Ciro - Il figlio di Target, venne fuori la mia vis comica. Così come nel programma Romagna Mia, una sorta di sitcom di cucina in cui interagivo con la chef. ll sorriso, il sapersi prendere in giro, credo sia una grande dote e permette di non dar peso alle cose serie dell'esistenza. Ogni tanto l'artista che è in me scalpita, ma sono serena, oggi mi occupo di benessere e bellezza femminile, mi gratifica molto far star bene le persone. E' la mia missione da dieci anni a questa parte".

C'è una Luce Caponegro che cura il proprio percorso spirituale, parla di elevazione e di ricerca di sé. Puoi dirci di più su questo?
"Ho iniziato da giovanissima a occuparmi di spirtitualità, ho praticato meditazione e yoga. Sono approdata allo sciamanesimo, percorsi che mi servono per crescere e trovare il significato profondo dell'esistenza. Mi servono per diventare una persona migliore. Ho sempre avuto fede, è rincuorante poter comunicare, essere capiti e ascoltati, dai maestri dell'invisibile. E mi piace trasmettere la conoscenza che ho raggiunto con queste ricerche. Corpo, mente ed energia devono stare in equilibrio e ci si lavora con tecniche e rituali. Io amo il mondo femminile, trovo che sia sfaccettato e un po' magico, noi donne abbiamo delle particolarità straordinarie".

Hai raccontato che la tua scelta di entrare nel mondo dell'hard è stata causata dalla ribellione al contesto familiare. Cioè?
"Avevo 18 anni, quando hai quell'età o sei la pecorella da gregge o sei quella che va controcorrente e vuole spaccare i muri. Io non accettavo dogmi, volevo capire, la disobbedienza e la ribellione dei bambini possono essere sinonimo di intelligenza. Credo di aver creato tanti problemi ai miei genitori, poverini, la nostra riappacificazione risale ormai a vent'anni fa. La gente si dimentica del passare del tempo, tende a dire: hai fatto quello, sei sempre quello. Io ho fatto anche la deejay, la vj, sono stata a Cannes tra i protagonisti di un film, ma mi chiedo perché tutti si ricordano di me solo nel porno".

Perché hai marchiato l'immaginario di una generazione. Eri una star.
"Sono stata qualcosa di diverso, questo da un lato mi fa anche piacere. Ci sono voluti anni perché io e i miei familiari riprendessimo a parlarci, c'è stata una frattura, un dolore profondo che avevo causato io. Ma sono stata anche un'opportunità di riflessione per loro. Sono persone fantastiche, mio padre un grandissimo lavoratore, mia madre dedicata alla famiglia, corretta. Mi hanno trasmesso valori profondi e forti. Al di là del mio passaggio nella trasgressione, io sono stata ribelle contro la società. Le cui contraddizioni oggi sono più evidenti che mai. Chi dovrebbe dare l'esempio è il primo ad essere corrotto. Quando sei adolescente sei bianco o nero, non vedi le sfumature. Io in quel momento ero il nero".

Nasce Selen, diventa un mito del porno. Poi Luce dice basta con quella vita. Avere così tanta difficoltà, per una donna, nel rifarsi una vita dopo aver lasciato l'hard, è una cosa tipica della società italiana cattolica oppure quel mondo tende a metterti un "marchio" che non se ne va più via?
"E' vero che stiamo in una cultura cattolica e questo pesa più che in altri Paesi dove la visione della sessualità è molto più aperta. Poi è altrettanto vero che la cultura è prevalentemente maschilista. Gli uomini possono fare tutto, se questo accade alle donne non va più bene. E le società cattoliche sono prevalenti, non parliamo poi di quelle islamiche".

Molti giovani affrontano la sessualità spesso partendo dalla visione di materiale pornografico. Alcuni sostengono che sia dannoso perché distorce la visione della sessualità, altri dicono che offra spunti creativi per il sesso. Che ne pensi?
"Credo che siano vere entramnbe le cose. E' che la nostra società, rispetto a quelle arcaiche, in cui vedevi la sessualità attraverso l'accoppiamento degli animali nelle comunità rurali, e il sesso si faceva nei campi, nei pagliai, vicino al fiume, tratta queste cose come un tabù. Se ne può parlare solo in modo scientifico, come accade a scuola quando ti insegnano come funzionano gli organi riproduttivi e come si chiamano. Ma questa è la parte meccanica, come è meccanica la rappresentazione degli atti sessuali che troviamo in un film. Ma il sesso è l'energia più potente che abbiamo, va insegnato anche tutto quello che è l'emozione che comprende. Un film porno può fornire uno spunto, ma non può spiegare del tutto la sessualità. Manca l'educazione ai sentimenti, alle emozioni, al pensiero che sono legati alla sessualità".