"Ero diventata un mito, la bellissima da desiderare. E io sono sparita". Le due vite di Lisa Gastoni

Negli anni Sessanta lei era l'attrice da avere, da mostrare. Ruolo che la stava stritolando, col potente produttore addosso. Trent'anni di silenzio, poi il ritorno

Lisa Gastoni oggi e a fine anni Sessanta (da Listal)
Lisa Gastoni oggi e a fine anni Sessanta (da Listal)

"Dico la verità: io il successo di quel film non l'ho mai capito. Io ho vissuto una cosa che non ho capito". Tempo fa intervistata in video dal critico Mario Sesti, Lisa Gastoni parlava così dell'incredibile successo di Grazie zia. Un film che ha davvero segnato un'epoca, in piena cultura del Sessantotto, e lanciato lei come donna bellissima, tormentata, capace di gesti estremi proprio per mandare a pezzi l'istituzione sacra e ipocrita per eccellenza della cultura italiana: la famiglia tradizionale. Primo avviso per chi non lo conoscesse: Grazie zia non ha niente a che vedere con le commediole scollacciate, divertenti e volgarucce che hanno fatto sfracelli per anni al botteghino. Era feroce, satirico, disturbante e quell'erotismo che conteneva era tutto tranne che di puro intrattenimento. Allo stesso modo, Lisa Gastoni non c'entra niente con Edwige Fenech, Laura Antonelli, Gloria Guida o Nadia Cassini. 

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Tutti la volevano, lei scomparì

Mezza irlandese e mezza italiana, occhi grigio-verdi, viso intensissimo e presenza che non ti scordi più una volta che la vedi sul grande schermo, Lisa Gastoni ha nella bellezza e nel tormento la forza che gli ha permesso di bucare lo schermo e diventare un'icona, e che l'ha talmente devastata da portarla a mollare tutto. Per anni, solo ritiro e silenzio. Poi la sua grande riscoperta, e ancora oggi che è alla soglia degli 87 anni si permette di accettare i lavori che la convincono. Ma la sua storia comincia dai ricordi dell'occupazione nazifascista, con un padre che gestiva un albergo in Liguria e che con l'occupazione si trovò di fronte all'offerta di diventare il podestà locale. Rifiutò e perse tutto, cominciò un vagare della famiglia fra le ristrettezze. Il campo di concentramento lo segnò per sempre, invecchiò in un centro di cura mentale. La giovanissima Lisa (vero nome Elisabetta) nel mentre si era rifugiata in Inghilterra, dove venne in contatto con la scena teatrale locale. Anni di gavetta, sotto l'ombra del gigantesco Charles Laughton, il debutto all'Isola di Wight. Poi il cinema all'estero, da Eva di Losey a Tre uomini in barca di Annakin. Con un che di altero e antico, in un fisico in realtà molto moderno, Lisa Gastoni divenne una delle attrici da peplum fino a riavvicinarsi all'Italia, ricominciando da Totò ne Il monaco di Monza. Poi la svolta che la rese una star.

Il produttore che la voleva: "Fisicamente non ti sopporto"

Fu Carlo Lizzani con Svegliati e uccidi, ispirato alle gesta della banda Lutring, a capirne tutta la bravura di attrice. Nel 1968 il giovanissimo Salvatore Samperi la volle nel film che le cambiò la vita: Grazie zia. Era ancora fresca l'eco di I pugni in tasca di Marco Bellocchio, attacco frontale alla famiglia catto-borghese italiana. Col film di Samperi e il suo incredibile successo, ha ricordato Lisa Gastoni, "mi sono ritrovata addosso il ruolo di donna borghese decadente e desiderabile" da cui non si liberò più. Grazie zia riuscì così bene grazie a lei, semplicemente magnetica in scena, e capace di chiamare personalmente Aldo Scavarda, già direttore della fotografia di Antonioni, per salvare un film le cui riprese si stavano rivelando disastrose. Fu un trionfo, alla proiezione a Cannes divenne il "caso" dell'anno. Poi Vancini con Amore amaro, dov'è una donna che pur vivendo la passione per un giovane innamoratissimo, in piena epoca fascista, rifiuterà di stare con lui per convenzione sociale. Quindi Scandalo di Samperi con Franco Nero, sul degrado di una farmacista ad opera di un uomo misterioso e distruttivo scampato alla guerra mentre monta il Nazifascismo in Francia. Lo scrittore Truman Capote fu folgorato: "E' la donna più conturbante del cinema italiano". In Francia la celebrarono subito: "Qui c'è Jeanne Moreau, in Italia Lisa Gastoni". I premi: David di Donatello, due Nastri d'Argento, Globo d'oro, Grolla d'oro, Ciak d'oro, quest'ultimo al suo ritorno in attività dopo anni di stop.

Diceva: cederai. Mi fece terra bruciata attorno

Quindi le attenzioni volgari, insistite e vendicative di Mario Cecchi Gori, con il quale subito circolò la storia che lei fosse la sua amante e compagna. In una intervista data a Malcom Pagani Lisa Gastoni ha chiarito: "Lui diceva, cederai. Io rispondevo: Mario, fisicamente non ti sopporto e non riesco ad averti a un metro di distanza". Lui cominciò a farle terra bruciata attorno rendendole difficile lavorare. Il personaggio di signora erotica e tormentata le era venuto a nausea. Lisa Gastoni sparì. Niente cinema né teatro. Solo casa, pittura, scultura, silenzi. Per quasi 30 anni. E' stato Ferzan Ozpetek a ricordarsi del suo magnetismo e a volerla in Cuore sacro. Da lì una nuova vita, una riscoperta totale, fra cinema e fiction (L'onore e il rispetto). Ma sempre col contagocce: "Quando vai di fronte alla macchina da presa ci vai sempre nuda, in realtà stai vendendo una parte di te". E il costo talvolta è troppo alto. 

Lisa Gastoni e Lou Castel in "Grazie zia"