Rosanna Banfi: "Mi fece nascere papà Lino, ma con la placenta fece un disastro"

La figlia dell'attore pugliese traccia un ritratto del celebre genitore, mettendo in luce le sue attitudini e raccontando qualche simpatico aneddoto

Rosanna Banfi: 'Mi fece nascere papà Lino, ma con la placenta fece un disastro'
Lino Banfi con sua figlia Rosanna
di M.E.P.

Quella di far ridere la gente è diventata una sorta di vocazione, ma a ben guardare non è stata l'unica. Nel dna di Lino Banfi, il "Nonno Libero" più amato di Italia, c'è ben impressa una incredibile attitudine a far nascere i bambini. Un ginecologo mancato che vanta tra le sue esperienze giovanili anche quella di aver aiutato sua figlia Rosanna a "lasciare" il ventre materno. "Non c'era tempo per l'ospedale - racconta la protagonista in una lunga intervista al Corriere della Sera - chiamarono un'ostetrica, ma siccome pesavo cinque chili fu lui a fare da assistente". Unico problema? "Butto la placenta nel gabinetto e intasò il bagno". Tanti anni dopo, per la nascita dei nipoti, Virginia e Pietro, avrebbe provato più o meno quelle stesse emozioni, presentandosi in sala parto accanto al medico per supportare sua figlia e sue marito. 

"Mi inseguì in strada in ciabatte e pigiama"

Geneticamente predisposto alla risata, almeno pubblicamente, Lino Banfi agli occhi di sua figlia è stata tutt'altro che un genitore allegro e permissivo. "Quando rientravo a casa tardi, racconta Rosanna, prendevo certe pizze". Memorabile poi quella volta in cui dopo un litigio e successivo ceffone ben piazzato sulla faccia, le fuggì per strada e lui la inseguì in ciabatte e pigiama noncurante delle persone che potevano riconoscerlo. Per non parlare poi del suo difetto più grande: il pessimismo. "Tra un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto - commenta Rosanna - lui ne vede uno rotto in terra". Insomma, non proprio quello che ci si aspetterebbe da "Oronzò Canà", mitico tecnico della Longobarda nell'indimenticato "L'allenatore nel pallone". 

Lui e l'IPhone? Praticamente in simbiosi

Severo, pessimista e, nonostante la poco dimestichezza, particolarmente attratto dalle nuove tecnologie. "Per gli 80 anni - racconta la figlia - gli abbiamo regalato un IPhone7 Plus e se lo porta dappertutto, anche in bagno. Una sorta di simbiosi quella con il telefonino che lo accomuna a tanti adolescenti di oggi. Tralasciando difetti e nuovi vizi, a fare di papà Lino sempre e comunque un eroe è la sua grande generosità. "Stamattina al fattorino che gli ha consegnato l'acqua e che al posto della mancia ha chiesto di poter fare una foto con lui non ha saputo dire di no". Niente di strano, certo. Peccato che il buon Lino in quel momento fosse in mutande e canottiera. Proprio così, come quella volta in cui inseguì la figlia per strada.