[Il ritratto] Nascita di una stella e morte di un'infanzia: l'incredibile vita di Judy Garland

Il film "Judy" con Renée Zellweger ripropone la vicenda dell'attrice e cantante che divenne mito mondiale. Pagando un prezzo altissimo per consegnarsi al mito

Da sinistra: due immagini di Judy Garland e Renée Zellweger nel film sulla sua vita
Da sinistra: due immagini di Judy Garland e Renée Zellweger nel film sulla sua vita
di Cristiano Sanna   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter:   

Come il Che, come Marilyn. Judy Garland è un corpo e una voce manipolati e trasformati per diventare puro mito. Di lei la Storia non ha bisogno, è stata consegnata direttamente alla leggenda. Ma nel mezzo è stato l'inferno, la perdita di se stessa da cui non si è più ripresa. Il film Judy (al cinema dal 30 gennaio) con Renée Zellweger nei suoi panni, torna sulla vita tormentata della diva bambina che morì a soli 47 anni. Strappata all'infanzia per diventare una superstar precoce. E attorniata da produttori per cui era troppo grassa, anzi no troppo magra, poco entusiasta, troppo ansiosa, troppo stanca. Da aggiustare, da correggere. Non che Judy (nata Frances Ethel Gumm) non frequentasse l'ambiente dello spettacolo. Era figlia di attori del varietà e si esibiva ancora bambina con le sorelle Maty Jane e Virginia. Ma Hollywood è Hollywood. Un pianeta a parte. Con regole a parte a cui sottomettersi.

"E' nata una stella", è stata uccisa un'infanzia

Judy cantava benissimo, danzava benissimo, aveva presenza, era magnetica. La Metro-Goldwyn Mayer se ne accorse e la mise sotto contratto. Fece fuori in un lampo la rivale diva-bambina Deanna Durbin e dopo i primi ruoli esplose definitivamente nel Mago di Oz. Aveva dodici anni e nei panni di Dorothy trasportò il mondo in una fiaba senza tempo, dove la cose più belle arrivano nel punto in cui finisce l'arcobaleno, Over The Rainbow. Ma la Garland (non più Gumm) era troppo cicciotta per i boss degli studios, e per farla dimagrire e tenerla asciutta come una bambola lo studio le faceva prendere un mix di medicine che le avrebbe scatenato la dipendenza di una vita. Quando diventi un soldato dello spettacolo ti alleni, impari le canzoni, le coreografie, indossi i costumi, ti fai truccare, resti a disposizione a oltranza sul set, e finisci di perdere te stessa. Premiata con l'Oscar, dopo il divorzio dal musicista David Rose si legò al regista Vincente Minnelli, pezzo grosso di Hollywood e dei musical, di 19 anni più anziano di lei. Da quella unione nacque Liza Minnelli. Si moltiplicavano i successi (Il pirata, assieme a Fred Astaire) e con essi le nevrosi di una ragazza che non riusciva ad amare davvero perché non trovava l'amore disinteressato. A 28 anni era di nuovo appesantita ed esausta. Ma la Mecca del cinema continuava a pretendere il suo splendore. E così ecco il nuovo colpo al botteghino con E' nata una stella, storia di una cenerentola del canto trasformata in diva da un attore alcolizzato che non guarirà dalla sua depressione. E' di questo film il remake che ha lanciato come attrice Lady Gaga.

Sono un'attrice, non una eterna bimba canterina

Tempo di vincere un altro Golden Globe per The Man That Got Away e di dare alla luce un figlio, a Judy Garland seppe mostrare la sua abilità di interprete drammatica, lavorando con John Cassavetes, padre del cinema indipendente americano, e con Stanley Kramer. Basta con i balletti e le canzoni sul set. Poi solo teatro, concerti, il fortunato album live alla Carnegie Hall, la vittoria del Grammy come migliore artista. La salute che peggiora, l'alcol e gli psicofarmaci che tengono assieme quel che resta di una bambina violata (in alcune biografie si dice anche fisicamente) da una catena di montaggio dello spettacolo che la rese luminosissima e la bruciò, fra attacchi di nervi e senso di solitudine. Aveva già abbandonato gli Usa per l'Inghilterra e aveva 47 anni quando il quinto marito, Mickey Deans, la trovò senza vita. Overdose di barbiturici. Il medico che la visitò disse che avrebbe comunque avuto vita breve a causa della grave cirrosi che si portava appresso. Ma la realtà non aveva più bisogno di lei, consegnata al mito, diventata icona e leggenda (il viso della protagonista animata de La Bella e la Bestia è stato tratteggiato partendo dal suo). Passata velocissima e luminosa, come passano le comete che abbagliano e lasciano tutti a bocca aperta.