Da prostituta bambina in "Taxi Driver" a eroina Lgbt: la Palma d'onore per Jodie Foster

Celebrazione speciale per la diva che, ancora adolescente, proprio a Cannes colpì il mondo col film poi premiato con la Palma d'oro

Jodie Foster a Cannes con la moglie Alexandra Hedison. A destra, in 'Taxi Driver'
Jodie Foster a Cannes con la moglie Alexandra Hedison. A destra, in "Taxi Driver"

Se c'è un personaggio che si può definire "oltre" nel cinema degli ultimi decenni, questa è Jodie Foster. Celebrata a Cannes 2021 con il conferimento della Palma d'onore, un premio che celebra la sua straordinaria carriera, le sue scelte, il coraggio sia nello scegliere i ruoli al cinema che nel vivere un amore considerato sconveniente per lungo tempo, e ora pienamente compreso nell'arcobaleno Lgbtqi. Accolta da un pubblico entusiasta e dalla stampa internazionale in sala Bunuel, la Foster ha trovato ad attenderla anche un suo vecchio professore di scuola, che le ha ricordato come lui fosse costretto a dirle ogni tanto: "Foster, bisogna che stai zitta". Indomabile ed energica, l'attrice che scandalizzò il mondo col ruolo, fortissimo e conturbante, di prostituta bambina in Taxi Driver di Scorsese, che a Cannes vinse la Palma d'oro.

Una diva controcorrente

Oggi 59enne, il fisico tirato come una corda di violino, appena premiata col Golden Globe per il suo ruolo in The Mauritanian, e accompagnata sulla croisette dalla sua compagna e ora moglie Alexandra Hedison, Jodie Foster si è concessa al pubblico e agli intervistatori, e ha rievocato tutti i passaggi nodali della sua carriera che in quasi 50 anni ha messo in fila oltre 80 titoli fra cinema e tv. Era il 1976 quando, dopo aver esordito con Scorsese in Alice non abita più qui, ottenne il ruolo della vita in Taxi Driver. Film incredibile per originalità e impatto, ancora oggi. Storia fortissima: quella di un reduce del Vietnam solo e alienato (Robert De Niro) che dopo aver patito una delusione d'amore per un'angelica attivista politica (Cybil Shepard) trova la sua ultima ragione di vita nel salvare a tutti i costi la prostituta bambina Iris, interpretata dalla Foster. Un viaggio nella follia, nella corruzione e nella redenzione che lanciò la Foster, la mise al centro del dibattito mondiale e perfino nel mirino di un maniaco che, in suo nome, si era messo in testa di assassinare il presidente Usa. Di Taxi Driver, la Foster ha ricordato: "Sono stata orgogliosa di far parte di un film che rappresenta un momento d'oro del cinema americano. Fu difficile, tutti erano molto preoccupati per la mia esposizione in quel ruolo, dagli avvocati agli psicologi". Ma andò alla grande, oggi quel film è un capolavoro senza tempo.

I diritti delle donne, e quelli arcobaleno

Dalla parte delle donne, Jodie Foster è sempre stata anche nella scelta dei ruoli al cinema: personaggi di grande personalità, indipendenti e visionari (Contact), donne forti che resistono assediate a casa loro da criminali (Panic Room), forze delle natura al di fuori dalla società e con un linguaggio tutto loro (Nell), vittime di stupro che non si fanno abbattere dalla vergogna e dallo sfregio fino ad ottenere giustizia (Sotto accusa). E poi naturalmente il ruolo dell'agente Fbi Clarice Sterling alle prese con il dottor Lecter nel Silenzio degli innocenti, uno dei più bei thriller mai realizzati. Del rapporto con Anthony Hopkins, a Cannes la Foster ha raccontato: "Sul set avevo paura di lui, ma poi anche lui mi confessò di essere intimorito da me". Mai niente di scontato nella sua carriera: "Ho lavorato tantissimo da giovanissima, cominciando da bambina, per questo poi ho potuto rallentare e scegliere". Anche quali storie realizzare come regista, nonostante la madre, sempre presente a fianco a lei, glielo sconsigliasse. Anche questa, una scelta di libertà e di indipendenza.