[L'intervista] "Sul set diverto, faccio la matta e mi spoglio. Poi torno a casa e lavo i piatti"

A tu per tu con llenia Pastorelli. Da "Lo chiamavano Jeeg Robot" al nuovo e fortunato "Non ci resta che il crimine", la nuova stella del cinema italiano. Con un'anima popolare che non rinnega affatto

Ilenia Pastorelli. A destra, spogliarellista seduttrice in 'Non ci resta che il crimine'
Ilenia Pastorelli. A destra, spogliarellista seduttrice in "Non ci resta che il crimine"
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Driin. Prima risposta: "Perdonami, posso richiamare fra cinque minuti? E' che sto in farmacia a compare delle medicine per mio padre. Grazie eh?". Driin: rieccoci. "Ti spiace se mentre ti rispondo lavo i piatti?". Nessun problema. Perché Ilenia Pastorelli è così. La tenera e psicotica Alessia di Lo chiamavano Jeeg Robot per cui ha vinto il David di Donatello come migliore attrice, la impicciata ma vitale Luna di Benedetta follia e la sensuale Sabrina di Non ci resta che il crimine smettono i panni con cui ci hanno sedotto, affascinato e divertito al cinema e rivestono quelli di una ragazza di 33 anni cresciuta "a via Pescaglia, a due passi dalla Magliana" che sogna col romanesco parlato da Monica Vitti e Anna Magnani e mantiene una vita di una normalità disarmante. E mentre scorre l'acqua sulle dita e fra i piatti, tra mille avvisi di chat su Whatsapp, la nostra conversazione prosegue.

Non ci resta che il crimine sta andando alla grande. E' partito col botto al box office. Il pubblico ama questa storia di malavitosi di oggi che finiscono nel 1982 tra Mondiali di calcio, Banda della Magliana, gap tecnologico e la tua presenza di seduttrice. C'è un elemento di novità: la dimensione della fantasia che ci porta altrove. Nel caso di Jeeg Robot, anche di fantasia da supereroi. Non è scontato tanto successo, perché nel nostro cinema c'è la fissazione del realismo a tutti i costi.
"Mi è capitato spesso di lavorare con Nicola Guaglianone. Lui ama mescolare fantasy e realtà dando sempre l'impressione che quella proposta non sia una facile fuga dalla realtà. Anzi, ci parlano di noi ora, di quel che viviamo. Sono felice di vedere da spettatrice e di interpretare film italiani diversi dal solito. In precedenza certe storie venivano realizzate solo all'estero. E' un modo di giocare con i generi che trovo geniale".

In questo ultimo film sei molto esposta, il tuo corpo nudo viene filmato ed è parte importante della storia. Tu ne hai già parlato dicendo che una volta superato l'imbarazzo, il nudo dà una forma di potere sul pubblico. E' una cosa che vivi completamente a tuo agio o temi di rimanere inscatolata nel ruolo della bellona sexy?
"Guarda, me ne frego proprio perché ogni sceneggiatura richiede un certo tipo di impegno. Quando ero la Alessia di Jeeg Robot mi dicevano 'rimarrai inscatolata nel personaggio della matta', ora tocca alla bellissima che si spoglia. Non mi pongo questo problema. Se la storia e il personaggio mi piacciono ne rispetto le esigenze. Tutto qui. Pensiamo a com'era Alessia, che mi ha dato tanta fortuna: una bambina traumatizzata e spostata che odiava il sesso perché aveva subito abusi. Sabrina invece sa cosa sprigiona il suo corpo, lo usa per esercitare il potere e manipolare gli altri. Due letture diverse dell'animo femminile".

Una cosa che colpisce: il grande successo al cinema ha come cancellato il ricordo della tua partecipazione al Grande fratello, in un mondo, com'è quello dello spettacolo, in cui si tende e ricordare gli esordi di chi ora è celebre rinfacciandoglieli come se fossero una zavorra...
"E infatti ora me lo stai ricordando tu...."

Ma è solo perché nessuno dice "Ilenia Pastorelli è quella del Gf". Si parla di te come una delle migliori nuove attrici italiane. Un bel passo avanti anche a livello di mentalità, non trovi?
"E' vero, per me è una grande soddisfazione aver dato vita a personaggi credibili. Mi rendo conto che c'è da studiare tanto, da imparare molto. Ma è questo che voglio fare e mi ci dedico con tutta me stessa".

Vuoi condividere un ricordo particolarmente piacevole della lavorazione di Non ci resta che il crimine?
"Ah, ce ne sono diversi. Ma quello che mi è rimasto è l'atmosfera di gioco che c'era sul set. I miei colleghi (Gassmann, Papaleo, Gialllini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, ndr) continuavano a scherzare e mantenere il buonumore anche nei momenti di fatica. Dei bambinoni, lo dico nel senso migliore del termine".

Di recente hai detto che sei single da un po', che ti basta aver vicino il tuo gatto e va bene così. Sarà arrivata un'ondata di proposte sentimentali...
"Guarda, questa inondazione di cui parli (ride) c'è sempre stata. Ma questo è un periodo in cui il cinema si prende gran parte della mia vita. Aggiungeteci il mio carattere molto indipendente. Trovare una persona che ti stia a fianco e che regga botta di fronte a tutto questo non è per niente facile".

Cosa fa Ilenia quando è fuori dal set? Hai altre passioni?
"Io facevo la dj, adoro la musica, scoprirne nuova, approfondire quel che fa un artista che mi ha colpito. Quindi nel tempo libero ho una consolle e passo musica, la ascolto. Succede anche mentre sto con gli amici, alcuni di loro mi prendono in giro per questa mia fissa. Adoro l'elettronica e la techno. Due nomi? Sven Vart e Kalkenbrenner. Poi c'ho una passione per le serie tv, perciò vai con divano e telecomando. Narcos e Black Mirror, viste tutte, sono tra le mie preferite".

Gli amici di sempre ci sono? Hanno retto alla celebrità che ti ha avvolto?
"Hanno retto, hanno retto eccome. Sono rimasti gli stessi da quindici anni a questa parte. Ma pure io quando non lavoro mica sono una diva inavvicinabile, eh?. Faccio volutamente una vita normale. Anzi, dopo aver lavorato molto vorrei staccare e fare un viaggio. Ma la mia quotidianità è semplice. Il lavoro di attrice lo considero normale, non sono per niente presa dai riti della celebrità. Per dirla tutta non sono un animale da feste e red carpet. Se capita un po' di mondanità ci posso stare. Poca però. Io amo la dimensione della realtà".

Prima parlavamo del rischio di restare inscatolata in un ruolo tipico. Il personaggio che ti ha dato fortuna è quello della ragazza romana dei quartieri popolari. Vorresti anche altro?
"Ben vengano le cose belle che arriveranno ma io non considero l'aver recitato in romanesco o con accento pesante un segno meno. Penso ad attrici che ammiro, come Monica Vitti o Anna Magnani. Quanti ruoli in romanesco per loro? Non hanno levato un grammo di valore alla loro carriera mitica. E l'essere cresciuta a Roma in via Pescaglia fa parte del mio voler tenere i piedi per terra, che vuol dire non rifiutare quel che racconta la strada. Cose che porto con me nel lavoro sul set".