Intervista a David Lynch: "Addio vecchio cinema, ma ecco le mie nuove idee"

La terza stagione di Twin Peaks si è appena conclusa, tra entusiasmi e dubbi. L'artista è di nuovo immerso nel suo mondo creativo, e ne racconta i processi

David Lynch, 71 anni
David Lynch, 71 anni

"Che fine ha fatto?". La domanda veniva dai meno attenti, dunque da quelli che si aspettano pur legittimamente di vedere un nuovo film di David Lynch al cinema. Dove effettivamente il genio visionario di Missoula (Montana) manca dal 2006, anno di INLAND EMPIRE. Quando affascinò molti e scontentò molti altri. Non che nel frattempo Lynch sia rimasto con le mani in mano, anzi. La sua presenza creativa si è moltiplicata, ancora una volta, su più fronti: come musicista continua a pubblicare album e a scrivere e produrre per la sua nuova musa Chrysta Bell. Da regista ha diretto un video concerto dei Duran Duran (che ha fatto storcere il naso perfino ai suoi fan) continua a ridisegnare e aggiornare il suo particolarissimo sito ufficiale. Ancora: ha lanciato la video inchiesta Interview Project, aperto un laboratorio di litografia al Beaubourg di Parigi (stessa città in cui ha inaugurato il Club Silencio), continua a coltivare la passione per la pittura e la fotografia (lo abbiamo dovuto inseguire e attendere per tre mesi tra telefono, mail e Skype mentre girava l'Europa per mostre e, come poi si è saputo, lavorava già al grande ritorno di Twin Peaks). Soprattutto è impegnato con la David Lynch Foundation con cui prosegue la sua opera di promozione e divulgazione della meditazione trascendentale, la pratica che gli ha cambiato la vita e che raccomanda ovunque a chiunque. La terza, chiacchieratissima stagione di Twin Peaks, un kolossal visionario da 18 episodi, si è conclusa affascinando molti e scontentando molti altri. Se no staremmo parlando della Disney e dei Transformers. Gli argomenti su cui interrogare David Lynch non mancano e vanno oltre la sua creatura televisiva più amata. Twin Peaks - The Return era ancora in fase di realizzazione quando questa intervista è stata realizzata.

 
Lei è particolarmente impegnato nel promuovere la pratica della meditazione trascendentale, a suo dire veicolo di potenziamento della creatività e della completa pace interiore. Ma come risponde a quelli che non riescono a spiegarsi come mai nei suoi film compaiano l'orrore, la violenza disturbante, un senso di oscuro e minaccioso mistero, la sessualità in forme bizzarre, insomma tutte cose che sembrano lontane anni luce dal concetto di "luce interiore"?
"La meditazione trascendentale come insegnata dallo yogi Maharishi Mahesh è una tecnica diretta per sperimentare pace interiore e un più alto stato di auto-coscienza che culmina in una suprema illuminazione. Man mano che compie questo percorso, una persona giunge al più profondo livello della vita, uno oceano di pura conoscenza che comprende tutte le qualità più positive: intelligenza, creatività, positività, amore, energia che inclina alla pace. Per rispondere più precisamente alla sua domanda: i miei film sono ispirati dal mondo in cui viviamo, e come lei dice, nel nostro mondo troviamo alcune cose davvero oscure e inquietanti. Io trovo idee di cui mi innamoro e le storie che scrivo e filmo provengono da queste idee. Amo praticare ogni genere di esperienza e mi piacerebbe che si tenesse presente che l'artista non ha bisogno di soffrire per mostrare sofferenza in una sua opera".

 
Mesi fa lei ha dichiarato che il cinema di oggi non ha più posto per la sua visione creativa. Dobbiamo prepararci ad un suo abbandono della settima arte?
"No. Ho detto che ho chiuso con il cinema legato alla celluloide, alla vecchia pellicola. Amo il mondo del digitale e proprio ora sono immerso nel processo di trovare idee per un nuovo film".

In diverse occasioni ha parlato dei registi che ammira (tra cui Kubrick, Fellini e Hitchcock, ndr). Ci sono nuovi autori che ha avuto modo di apprezzare in modo particolare?
"Non ho visto molti film di recente perché ero assorbito dal mio lavoro. Ma ci sono giovani autori che amano il cinema, mostrano di avere la loro particolare voce e producono ottime opere".

Ha qualche progetto a episodi legato a Internet? Sembra il mezzo perfetto per la creatività senza limiti.
"Da tempo sono presente anche sul Web che sta diventando la nuova casa per storie coraggiose e innovative. Ma al momento non ho particolari idee per una serie concepita appositamente per il pubblico di Internet".

Pittura, fotografia, scultura e litografia, musica e cinema. Quale fra le arti che lei pratica la appassiona più di tutte?
"Non so scegliere, la verità è che tutte queste forme d'arte che lei menziona mi intrigano e sono eccitanti allo stesso modo".