Il gioco con proiettili veri, lo scaricabarile e la corsa al risparmio: il set degli orrori di Baldwin

Dopo il dolore e lo sgomento, indagini e accertamenti stanno facendo emergere gravissime irresponsabilità sul set del western "Rust". Qui i dettagli

Alec Baldwin con costume d'epoca sul set di 'Rust' (foto di produzione). A destra la vittima, Halyna Hutchins (foto da Twitter)
Alec Baldwin con costume d'epoca sul set di "Rust" (foto di produzione). A destra la vittima, Halyna Hutchins (foto da Twitter)

Tutto quello che di sbagliato si può fare su un set cinematografico alle prese con l'uso di armi di scena, è stato fatto durante la lavorazione del western Rust con la morte della direttrice della fotografia Halyna Hutchins per mano dell'attore e produttore Alec Baldwin. E se cominciamo questo articolo con una dichiarazione così dura è perché i fatti parlano chiaro. Ed è incredibile che cose del genere accadano in pieno 2021. Abbiamo parlato di fatti, vediamoli in dettaglio.

Le immagini dal luogo della tragedia

Il gioco con proiettili veri

Mentre scriviamo sono ancora in corso le indagini sulle circostanze della morte di Halyna Hutchins, direttrice della fotografia del film Rust uccisa con un colpo di pistola da Baldwin fra un ciak e l'altro. Ma sono già emersi abbastanza dettagli da restare a bocca aperta di fronte al livello di irresponsabilità che ha trasformato una piccola produzione western in un museo degli orrori con esito fatale. Fra questi, ciò che hanno riportato sia Et Online che Variety, riferendo una serie di testimonianze, in base alle quali nelle ore precedenti alle riprese qualcuno sul set si sarebbe divertito a sparare proiettili veri con armi di scena per gioco. Una pallottola sarebbe rimasta dentro l'arma carica puntata da Baldwin verso il petto della Hutchins, colpo che ha ucciso la direttrice della fotografia e ferito gravemente il regista Joel Souza ad una spalla. E qui una prima domanda va fatta subito: è cosa nota agli addetti ai lavori del cinema, e i protocolli di sicurezza lo impongono, che in nessun caso un'arma vada puntata contro i membri di cast e crew. Solo durante le scene in cui si spara, pistole, fucili e mitra possono essere puntatiu verso altri attori o controfigure, ma soltanto dopo controlli di sicurezza severi. Baldwin ha quindi ignorato una di quelle regole di sicurezza, e gli è stata data una pistola dichiarata "pulita" mentre invece aveva dentro un proiettile vero. Il tutto quando (fonte Los Angeles Times che riporta dettagli delle indagini) cinque giorni prima sullo stesso set una controfigura si era divertita a sparare con le armi e queste erano già risultate caricate con proiettili veri. Fatto che aveva portato alle lamentele di una parte del personale sul set. 

Uno scaricabarile inquietante e il vecchio vizio del risparmio

Come sempre accade nel mondo di Hollywood, alle prime dichiarazioni di dolore, solidarietà e agli attestati di stima incondizionati, di quanto fosse "ispiratrice" la figura della persona appena morta, è seguito il più classico dei tutti contro tutti. Che ha fatto venire fuori le contraddizioni di un set a basso costo e a bassissimo controllo. Baldwin ha gridato in lacrime, piegato in due dalla disperazione tra la Hutchins a terra e le telefonate disperate della troupe perché arrivassero soccorsi urgenti, che gli avevano appena detto che la pistola era a posto, inoffensiva. Detto da chi? Da una addetta alle armi 24enne, alla prima esperienza (Hannah Gutierrez Reed, figlia di un noto armiere che rifornisce i set del cinema americano) che si era detta imbarazzata e stressata per la troppa pressione su di lei. Ma poi si viene a scoprire che a proclamare la sicurezza di un'arma di scena che sicura rivelatasi poi mortale, era stato Dave Halls, aiuto regista che l'aveva porta a Baldwin dopo aver gridato "arma scarica". A che titolo? Se non è l'aiuto regista ad avere quel compito, perché arrogarselo? Perché gridare contro Mamie Mitchell, fra i pochi veterani in un set di "pischelli" a basso costo (la troupe si era lamentata degli alloggi e delle condizioni di lavoro) a incidente avvenuto? Perché la Mitchell, che nel ruolo di script supervisor ha il compito di controllare che tutto sia a posto (in collaborazione con la Gutierrez Reed che aveva l'ultima parola sulle armi) si è lasciata sfuggire questo dettaglio fondamentale? Nel corso delle indagini sono stati trovati resti di proiettili veri sparati attorno al set. L'aiuto regista Halls aveva una brutta fama, con precedenti difficili sui set di altre produzioni.

Armi vere e no: i pericoli ci sono per entrambe

A monte di tutto questo ci sono le cose che gli addetti ai lavori devono sapere e il pubblico non sa, circa l'uso delle armi di scena. Nelle sequenze che riguardano sparatorie, si possono usare armi finte (che non sparano proiettili ma emettono fiammate o fumo, gli effetti poi possono essere aggiunti al computer) o armi vere, ma modificate in modo da essere inoffensive. Queste ultime contengono piccole cariche che generano fiammate e mantengono il suono delle vere esplosioni generate da ogni pistola o fucile. L'addetto alle armi di scena è tenuto a controllarle prima di ogni sequenza e dopo la fine della stessa, a prelevarle dalle mani degli attori appena battuto il ciak finale e ad accertarsi che  siano inoffensive. Un'arma vera e carica è potenzialmente mortale, si sa, ma può esserlo pure una a salve, se anche solo per gioco uno la punta addosso a un altro da distanza ravvicinata. Perché l'urto è potente e può produrre fratture, anche mortali.

Il risparmio viene prima di tutto, anche della vita umana

Questo per ribadire quale sia la posta in palio. E' stato il magazine Variety a riportare le lamentele della crew di Rust, ma anche di altre, su come in nome del risparmio a tutti i costi si scritturino sui set persone sempre più giovani, inesperte e desindacalizzate. Il risultato è un crollo della qualità di lavorazione, fino all'incidente mortale. Alec Baldwin fa di tutto per mostrarsi vicino ai familiari della vittima, ma è quasi scontato che ci sarà una causa civile con richiesta di riscarcimento milionario. I produttori di Rust sono quattro, fra cui lo stesso protagonista Baldwin, personaggio difficile e irascibile noto per la sua crociata contro l'uso facile di armi da fuoco negli Usa. Al momento il set di Rust è chiuso, la lavorazione interrotta a tempo indeterminato.