"Oggi ci scusiamo": lo sfregio di Brando, l'indiana maltrattata al posto suo e la resa dei conti

Nessuno lo voleva nel Padrino, ma fu un trionfo e gli valse l'Oscar. L'attore spiazzò tutti rifiutandolo e facendo leggere un discorso a Sacheen Littlefeather

Sacheen Littlefeather (fermoimmagine dalla pagina Youtube dell'Academy) e Brando nei panni del Padrino
Sacheen Littlefeather (fermoimmagine dalla pagina Youtube dell'Academy) e Brando nei panni del Padrino

Diventare il più detestato e temuto in quella mecca del cinema che ti aveva reso il più grande di tutti, e andare dritto per la propria strada fino all'autodistruzione. Ma seminando provocazioni e ruoli che sono continuati a rimanere nella storia, nom solo del cinema. Quando ti chiami Marlon Brando tutto è possibile e se ne accorsero giurati e presenti alla grande cerimonia di consegna degli Oscar del 1973. Quando Brando, già considerato un appestato, incontrollabile, con cachet insostenibili e piantagrane, venne difeso in tutti i modi da Francis Ford Coppola che convinse gli studios a dargli il ruolo poi diventato mitico di Don Vito Corleone nel Padrino. Quel ruolo gli valse l'Oscar e di fronte a quell'Oscar Brando orchestrò il suo dispetto capolavoro ai danni dei membri dell'Academy.

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Una pellerossa al posto suo

La scena è documentata in video ed è rimasta storica. Quando Liv Ullman e Roger Moore annunciano l'Oscar a Brando, l'attore in sala non c'è. Non si presenta e trasforma una premiazione laccata, tutta lustrini e ipocrisia, in un evento. Mandando sul palco la giovane donna apache Sacheen Littlefeather, già impegnata nella lotta per la dignità dei nativi americani, a rifiutare l'Oscar portandosi appresso un lunghissimo discorso, impossibile da leggere in dettaglio, ma che Sacheen rissunse. Spiegando che Brando era grato per il premio ma che non poteva accettarlo a motivo della trattamento dei nativi, della loro rappresentazione al cinema e in tv, e a episodi storici di massacro sanguinario come quello di Wounded Knee che veniva ricordato in quel periodo con un'occupazione di indiani Lakota. Dalla platea spiazzata partirono applausi ma anche molti fischi e buuuuuuuu all'indirizzo dell'attivista apache

Le scuse mezzo secolo dopo

Nel cinquantenario dell'uscita del Padrino, l'Academy che ogni anno assegna gli Oscar si è decisa a scusarsi con Sacheen Littlefeather per le prese in giro e i boati piovuti contro l'attivista apache spalleggiata da Brando. Il presidente dell'istituzione, David Rubin, ha annunciato che il 17 settembre ci sarà un evento a cui parteciperà la Littlefeather e in cui si discuterà criticamente degli stereotipi con cui sono stati rappresentati al cinema i nativi americani. Rubin ha detto: "Il tuo coraggio è stato ignorato per troppo tempo. Ti porgiamo profonde scuse e la nostra sincera ammirazione". La Littlefeather ha risposto con ironia: "Ci sono voluti 50 anni, noi indiani siamo gente molto paziente, la nostra sopravvivenza si basa su questo". E Marlon Brando è sempre lui, come dice la canzone. Geniale e incontrollabile, avanti rispetto ai tempi in cui viveva. Disastroso in famiglia e nel privato. Ma questa è un'altra storia che magari racconteremo.