"Gli indifferenti", Bruni Tedeschi: oggi lo siamo tutti, anch'io

'Gli indifferenti', Bruni Tedeschi: oggi lo siamo tutti, anch'io
di Askanews

Roma, 20 nov. (askanews) - Hanno lo stesso gelido distacco e insensibilità dei personaggi del libro di Moravia i protagonisti del film di Leonardo Guerra Seràgnoli "Gli indifferenti", che sarà dal 24 novembre sulle principali piattaforme on demand. Il regista ha portato quel mondo borghese sull'orlo del precipizio nella Roma di oggi: Mariagrazia, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, e i suoi due figli Michele (Vincenzo Crea) e Carla (Beatrice Grannò), non hanno più soldi e vivono con i prestiti Leo (Edoardo Pesce), manager tuttofare, amante di Mariagrazia, che in realtà ha ben altre mire. Il regista durante la presentazione del film su Zoom ha spiegato: "Moravia lasciava i suoi personaggi in uno stato di precarietà, come sull'orlo di un precipizio, ed è una cosa secondo me molto attuale. - ha detto - Sono partito da una riflessione su questo, su chi fossero gli indifferenti oggi e come si fossero evoluti".Bruni Tedeschi fa una splendida interpretazione di questa donna fragile, infantile, viziata, disperata nella richiesta d'amore, che si mostra indifferente anche di fronte ai disagi e alle sofferenze dei propri figli. Alla domanda chi siano secondo lei gli indifferenti oggi l'attrice ha risposto: "Penso che lo siamo tutti, e che dobbiamo, io per prima, prendere coscienza del fatto che questa specie di egoismo che ci fa accelerare il passo, che ci fa ignorare le ingiustizie della società, non porta felicità ma ci fa essere più infelici. - ha detto - Guardare l'altro porta felicità, e lo dimentichiamo, anch'io lo dimentico".Anche il figlio di Mariagrazia pian piano si adegua a questo ambiente lascivo e torbido, mentre sua sorella, dopo l'abuso subìto da Leo, in qualche modo si ribellerà a quell'indifferenza. "Nel libro di Moravia c'era quasi una stasi, un'impossibilità a muoversi per una ragazza di 24 anni. - ha detto il regista - Nella contemporaneità volevo che lei diventasse un veicolo di speranza, l'unica che rompe con l'ipocrisia". A questo proposito Bruni Tedeschi ha detto: "Gli esseri umani sfortunatamente non cambiano, ma la società sì, e dà la possibilità, migliorando, di correggere le mostruosità degli esseri umani. - ha affermato - Oggi sicuramente una ragazza ha più strumenti per difendersi rispetto a un secolo fa".Il regista ha sottolineato che a suo avviso quel tipo di borghesia descritta da Moravia esiste ancora e che oggi più che mai "vuole tenere intatto quello che ha, a tutti i costi, anche se il mondo sta crollando". La Bruni Tedeschi crede che il fatto che il film arrivi direttamente nelle case, in questo momento, potrebbe essere anche un valore aggiunto: "Appena ho saputo che non usciva al cinema sono rimasta scioccata. - ha confessato - Poi mi sono detta che in un periodo di clausura in cui la gente è bloccata a casa, in famiglia, magari un film così può essere come dell'ossigeno: un film catartico che entra direttamente nelle case. E questo mi dà speranza".