La coppia Deneuve-Binoche incanta Venezia. Ma scoppia il caso Polanski

Si è aperto il sipario della Mostra del cinema di Venezia 76 che il 7 settembre si concluderà con la proclamazione del Leone d'oro. A tenere banco, oltre ai film, la partecipazione del regista condannato per stupro

TiscaliNews

Si è aperto il sipario della Mostra del cinema di Venezia 76 che il 7 settembre si concluderà con la proclamazione del Leone d'oro. Sul palco la madrina Alessandra Mastronardi, in abito lungo nero, parla della "magia di Venezia", del cinema come "arte delle prime volte", della bellezza degli "eroi, a volte imperfetti, dei nostri film". Arriva il primo film, lungamente applaudito, è La Veritè (Le Verità, dal 3 ottobre in sala) del giapponese Kore-eda Hirokazu, resa dei conti con abbraccio finale tra una madre attrice (Catherine Deneuve) e una figlia (Juliette Binoche) poco vissuta per inseguire il vero amore, quello della recitazione. Per Catherine Deneuve "La Veritè" è una buona partenza per conoscere di più la sua personalità: "Ho messo molto di me stessa come donna nell'attrice protagonista della storia" ammette. Interpreta Fabienne, un monumento del cinema francese che riceve la visita della figlia sceneggiatrice Lumir (Juliette Binoche) attrice mancata con cui ha un rapporto a dir poco problematico, in occasione dell'uscita delle sue memorie autobiografiche e mentre è impegnata nelle riprese di un film.

Non mancano le polemiche: il caso Roman Polanski

Ma anche con una polemica forte, incubata da settimane specie in America, e scoppiata alla tradizionale, e di solito noiosa, conferenza stampa delle giurie del festival: la questione gender, ossia la scarsa rappresentazione delle registe nella selezione di Venezia, e il caso Roman Polanski, condannato da tempo in America per lo stupro di una ragazzina, mai perdonato dalla società americana, bannato pure recentemente come membro dell'Academy degli Oscar e di fatto contumace al punto da non poter uscire dalla Francia per non essere estradato in Usa. 

Imbarazzo in giuria: "Nessun pregiudizio, sennò mi dimetterei"

Polanski sarà in concorso il 30 agosto con J'Accuse ma, capolavoro come si dice o no, crea qualche imbarazzo alla giuria. La presidente della giuria Lucrecia Martel dopo dichiarazioni che hanno provocato polemica precisa meglio. "Io non separo l'uomo dall'opera e ho riconosciuto molta umanità nelle precedenti opere di Polanski. Non ho alcun pregiudizio nei confronti del film e naturalmente lo guarderò allo stesso modo di tutti gli altri film del concorso. Se li avessi, mi dimetterei dal mio incarico di presidente della Giuria". Il direttore Alberto Barbera, sotto attacco in America, si è 'giustificato': "J'Accuse è un film che mi è piaciuto molto. Non sono un giudice, ma un critico cinematografico, il mio lavoro finisce qui''.

Quote rosa al Lido? La provocazione: "Facciamo 50 e 50"

Quanto alle poche donne in concorso - la saudita Haifaa Al-Mansour di The Perfect Candidate e l'australiana Shannon Murphy con Babyteeth - l'argentina Martel ha provocato Barbera: ''siamo alla 76/ma edizione del festival perché per due anni non facciamo cinquanta per cento donne e cinquanta per cento uomini e vediamo che succede?''. Ha replicato Barbera: "Sono contrario all'idea delle quote nella selezione. Unico criterio per me resta la qualità. Certo ci sono ancora pregiudizi verso le donne, ma la situazione sta cambiando velocemente''.

Tra i Vip anche Toni Servillo e Luca Barbareschi

In passerella sul red carpet sfilano il presidente della Corte Costituzionale, il ministro della Cultura Alberto Bonisoli (assente l'atteso ministro Tria), Sandra Milo, il direttore di Cannes Thierry Fremaux, Luca Barbareschi, Toni Servillo, Mario Martone, Daniela Santanche, Andrea Occhipinti, Paolo Del Brocco.

Oggi è il giorno di Almodovar, Pitt e Scarlett Johansson

Non sarà solo il giorno del Leone d'oro alla carriera al regista spagnolo Pedro Almodovar, la cui consegna è prevista in una cerimonia fissata per le 14, e quello di tre importanti film in concorso, ricchi di star. Per 'Marriage Story' di Noah Baumbach arriverà infatti alla mostra la protagonista Scarlett Johansson, al centro del divorzio raccontato nel film. Mentre ad accompagnare l'atteso 'Ad Astra' di James Gray sarà Brad Pitt, nei panni dell’astronauta Roy McBride, che parte per una missione ai margini del sistema solare per ritrovare il padre disperso e per svelare un mistero che può minacciare il futuro dell’umanità.