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"Ennio Doris": il trailer pazzesco del film sul banchiere amico di Berlusconi. E cosa fece durante il crack del 2008

Dal 15 al 17 aprile arriva al cinema "Ennio Doris - C'è anche domani" sulla vita del ragazzino veneto che è diventato un miliardario con Mediolanum

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Intorno a te. Col gesto del cerchio tracciato attorno alla persona con un bastone. E un immaginario che dal 1997 ad oggi è diventato quello della banca multicanale a misura di cliente forse più conosciuta d'Italia. Banca Mediolanum, dal nome antico con cui i Romani battezzarono l'odierna Milano, evoca subito il viso buono e sorridente di Ennio Doris. La versione meno spettacolare di Silvio Berlusconi, suo grande amico per tutta la vita e sodale mentre le rispettive carriere decollavano fra impresa e finanza. Poi si sa, Berlusconi ha preso la via della politica, Doris è rimasto alla guida della banca fino alla sua scomparsa nel 2021. Ora arriva un film sulla sua vita, si intitola Ennio Doris - C'è anche domani (da non confondere con C'è ancora domani della Cortellesi) e il trailer, pazzesco, ha subito calamitato l'attenzione generale.

Il volto buono dei bancari

Ha sorpreso e spiazzato tutti l'annuncio della tre giorni al cinema (15-16-17 aprile) di Ennio Doris - C'è anche domani, diretto da Giacomo Campiotti, in cui è l'attore Massimo Ghini a dare voce e volto a Doris. Nel cast ci sono anche Lucrezia Lante della Rovere e Andrea Bertolucci. Perché si scrive in modo sorpreso e divertito dell'arrivo di questo film? Forse perché non molti si sarebbero aspettati un ritratto così corposo di Doris, percepito troppo spesso (e a torto) come una sorta di valletto di Berlusconi. Di più, racconta un episodio poco noto del suo operato di banchiere gestore di risparmi altrui, ma centrale e virtuoso. Di sicuro Berlusconi fu fondamentale per il grande successo di Berlusconi. Nel film c'è la rievocazione del loro incontro del 1981, quando Doris accolse l'incontro di Berlusconi a Portofino e assieme fondarono Programma Italia, posseduta in modo paritetico dallo stesso Doris e Fininvest. Un grande successo, fino alla nascita di Mediolanum Spa, un successo trsvolgente che ha reso il ragazzino di Tombolo, venditore di polizze assicurative, uno degli uomini più ricchi d'Italia, con il valore della sua banca salito a quota 8 miliardi di euro e il suo patrimonio personale stimato in 3 miliardi di dollari (in euro il valore si discosta di poco).

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Salvarsi dal fallimento Lehman

L'episodio centrale nella trama di Ennio Doris - C'è anche domani è quello del 2008, quando il crack di Lehman Brothers innescò un domino finanziario che travolse e rovinò il mondo, tra fallimenti, suicidi, chiusure di aziende, licenziamenti a go go. All'epoca Banca Mediolanum aveva in pancia 120 milioni di euro di obbligazioni Lehman che stavano diventando carta straccia e avrebbero distrutto la vita a 11 mila clienti. Doris, nel film interpretato da Ghini, ripensa al suo passato rurale, fatto di terra, bestiame, lavoro vero, sudato, risparmi conquistati, alla larga dalla grande finanza. E nel silenzio attonito di Piazza Affari annuncia che i clienti verranno rimborsati completamente attingendo al patrimonio suo, della sua famiglia e del socio e amico del cuore Silvio Berlusconi. Andò effettivamente così, e nell'onda di riflusso delle rievocazioni berlusconiane, dopo tanto odio e divisione, questo film colpisce già solo per la sua esistenza. E per l'essere forse lo spot definitivo sul concetto di banca che aiuta e supporta, invece di creare problemi e disperdere i patrimoni di risparmiatori e e imprenditori. Per chi ancora ci crede, è un tuffo anni Ottanta in un modo molto lumbard di intendere realtà e futuro. Con un Doris che diventa mitologico, ma col sorriso gentile. 

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