Don Milani, “il catechismo di Zeffirelli”

redazione

Don Milani, “il catechismo di Zeffirelli”
di Cinematografo

“Tra i grandi meriti che a Franco Zeffirelli vanno attribuiti, c’è quello di avere impresso nel cuore e nella memoria di tutti il volto di Cristo.
Zeffirelli è più del suo Gesù di Nazareth, ma questa sua opera ha avuto una portata planetaria come pochi altri registi possono vantare.
Domenica dopo domenica, puntata dopo puntata dello sceneggiato per la tv (oggi la chiameremmo “serie”) le grandi masse in Italia e nel mondo sono state aiutate a fare i conti con l’umanità del Figlio di Dio, riconoscendo in Robert Powell (il Gesù del kolossal televisivo) il volto della misericordia, della bellezza, della pace, gli stessi tratti di Dio che papa Francesco sta annunciando con insistenza.
Un lavoro sul Figlio di Dio complementare rispetto ai maestri italiani che lo hanno preceduto – non preciso nella fedeltà al testo evangelico come in Pasolini, non profondo nel suo significato come in Rossellini – centinaia di milioni di persone nel mondo hanno avvicinato gli episodi del Vangelo, e in non pochi hanno intrapreso – grazie a Zeffirelli – l’avventura dell’accostamento personale alla Rivelazione.
In Gesù di Nazareth, meno nel resto della sua produzione, prescindiamo forse dal cinema ma siamo davanti ad un’operazione culturale di portata straordinaria.
Accusato di presentare un’oleografia di Gesù, di mostrare un Cristo “troppo bello” occorre invece riconoscere come dietro questa evidenza ci sia una scelta precisa di Zeffirelli: la Bellezza è rivelazione del Vero, di Dio, l’attore è scelto ad immagine e bellezza di Cristo. E convinto di ciò il regista fiorentino ne fa una scelta stilistica precisa.
Non solo Gesù è bello, ma anche i discepoli, coloro che lo incontrano hanno i tratti di chi da questa Bellezza è trasformato. Chi incontra Cristo – sembra dirci Zeffirelli – ne è reso “bello” a sua immagine.
Con il cinema e il teatro Zeffirelli è stato uno degli ambasciatori della cultura italiana nel mondo. I premi non sono corrisposti al talento e se ce ne saranno di postumi non saranno sommessa ammenda di ingratitudine ma pensato tributo ad una originale grandezza”.

Mons. Davide Milani
Presidente Fondazione Ente dello Spettacolo
Direttore “Rivista del Cinematografo”