"Infangata la mia famiglia e mio padre": l'ira dell'erede Gucci contro il film sull'omicidio dello stilista

Quasi completa la lavorazione di "House Of Gucci" di Ridley Scott, protagonista Lady Gaga. Ma dalla dinastia salgono le proteste prima della guerra legale

Patricia Gucci, erede della dinastia. Al centro le nozze fra Maurizio, poi ucciso, e Patrizia. A destra Lady Gaga nei panni di Patrizia Reggiani
Patricia Gucci, erede della dinastia. Al centro le nozze fra Maurizio, poi ucciso, e Patrizia. A destra Lady Gaga nei panni di Patrizia Reggiani

Ucciso "per stizza". Patrizia Reggiani, la donna "bella come Liz Taylor" che lo Maurizio Gucci aveva sposato, ha raccontato così la decisione di far assassinare il titolare dell'impero della moda già segnato da dissesti e tensioni interne. Per quel delitto, come già raccontato da TiscaliNews, la Reggiani è stata condannata a 19 anni di carcere, poi ridotti a 13, e li ha scontati tutti. Quattro proiettili sparati da distanza ravvicinata il 25 marzo 1995 misero fine alla vita di Gucci. Un delitto che ha dentro una storia di rapacità, di risentimento e di lusso diventato una griffe mondiale. Ora tornato d'attualità con ampia risonanza per via del film House Of Gucci diretto da Ridley Scott che vede come protagonista Lady Gaga proprio nei panni della Reggiani. Ma nella celebre famiglia c'è chi grida contro le falsità e forzature del lavoro di Scott, annunciando il ricorso alle vie legali.

"Pieno di bugie"

Ad alzarsi da parte della famiglia Gucci è la voce di Patricia, della terza generazione della dinastia dell'alta moda. La quale protesta contro Ridley Scott e contro la produzione per il cumulo di distorsioni della realtà che si trovano nel film. "La sceneggiatura è basata sul libro di un'autrice che non ha mai incontrato mio padre Aldo Gucci - scrive in un post Patricia Gucci - nel film lui viene mostrato come minuscolo delinquente grasso, quando in realtà era alto, magro e con gli occhi azzurri ed era la personificazione dell’eleganza, applaudito da reali, capi di Stato e celebrità di Hollywood". Peggio ancora, per la Gucci, la decisione di farlo interpretare al pur grandissimo Al Pacino, perché "celebre per i ruoli da gangster nel Padrino e da pusher in Scarface che hanno segnato negativamente generazioni di italiani e latini". Nessuna pietà, nelle parole di Patricia Gucci che anticipa l'imminente guerra in tribunale, per Patrizia Reggiani ("è un'assassina") e per il cugino Maurizio Gucci ("che fece una scalata ostile nei confronti di mio zio per avere l'attività e poi farla a pezzi"). 

La memoria sfregiata

Patricia Gucci insiste molto sullo sfregio che il film di Ridley Scott con Lady Gaga fa alla memoria di suo padre Aldo: "Il suo carattere era leggenda, governava col pugno di ferro, ma era tenace e si è guadagnato il rispetto di tutti coloro che hanno lavorato con lui, me compresa. Molte persone devono la loro carriera a lui, nel centenario del marchio Gucci niente sarebbe stato possibile senza il suo genio". Perfino Patrizia Reggiani si dissocia dalla storia mostrata nel film, che ricostruisce le vicende che portarono all'assassinio di Maurizio Gucci: "E' basato sul libro di Sara Gay Forden pieno di falsità, Patricia ha ragione. Basta fango, di fidenderemo". La guerra ricomincia. E forse non era mai davvero terminata.