Pierfrancesco Favino diventa Bettino Craxi. La somiglianza fa impressione

L'attore chiamato ad interpretare lo statista socialista nel film di Gianni Amelio "Hammamet" sembra la sua copia esatta

TiscaliNews

Una somiglianza impressionante. Di quelle che ti fanno accapponare la pelle. Pierfrancesco Favino sembra la copia esatta di Bettino Craxi nel film di Gianni Amelio in cui è stato chiamato ad interprestare lo statista. Il merito è dell'esemplare lavoro dei trucattori che hanno impiegato mesi e mesi di prove per arrivare a questo risultato, basato su una tecnica messa a punto da truccatori italiani che hanno studiato in Inghilterra. Sin da settembre hanno dato il via allo studio dei calchi per poi arrivare alla incredibile somiglianza che le foto mostrano. La somiglianza è ben visibile nei due scatti esclusivi pubblicati dall'Adnkronos, in cui Pierfrancesco Favino interpreta un momento clou della vita di Craxi, l'attimo prima di salire sul palco per l'apertura del famoso Congresso del Psi, svoltosi a Milano negli ex locali dell'Ansaldo nel 1989.

Il film: un racconto pià privato che pubblico

Le riprese del film sono iniziate ieri, lunedì 18 marzo. La pellicola ricostruisce, con personaggi ispirati alla realtà e con personaggi di fantasia, la caduta di un uomo di Stato italiano (ispirato alla figura di Bettino Craxi). Un racconto più privato che pubblico, dove si scava nei sentimenti per illuminare i fatti. Nel cast, oltre a a Pierfrancesco Favino, Renato Carpentieri, Claudia Gerini, Livia Rossi, Luca Filippi.

Il commento di Bobo Craxi nel giorno della festa del papà

 
"I trucchi fan miracoli, ma sarei più scioccato favorevolmente nel rivedere mio padre. Oggi è la festa del papà", ha commentato Bobo Craxi nell'intervista concessa in eslcusiva ad Adnkronos. "I film - continua - non devono rendere giustizia, devono raccontare delle storie. In questo caso, quella di Gianni Amelio, sicuramente è una storia più fantastica che cronachistica per quel che ne so, ma va bene che si parli di una personalità come era quella di mio padre, certamente difficile da riprodurre al cinema, così come è difficile riprodurre al cinema in un'ora e mezzo una vicenda così complessa e violenta come quella che lo colpì".

Non ci si consola con un ora di spettacolo 

"Per noi è stato un dramma personale molto grande - dice - e non ci si consola con un'oretta e mezzo di spettacolo. E il dramma è anche dell'Italia, un paese che da allora non si è più ripreso. Mio padre era un 'eurocritico' perché dopo Maastricht - spiega Bobo - prevalse una visione tecnica ed economia, ma non politica della Costituzione europea. Di qui il suo disamoramento e il suo ammonimento, ma non credo che il film di Amelio parli di questo. Il film sarà una bella storia di avventura umana e politica di un uomo la cui vita vale la pena di raccontare".

Ma Bettino non era un uomo di spettacolo

"Mio padre - osserva - non era un uomo di spettacolo. Questi di oggi, invece, sì, sono uomini di spettacolo. Ma devo dire che è uno spettacolo da ridere e di questo dobbiamo ringraziare. Giuseppe Conte mi ricorda molto Peter Sellers nei panni di Chance il giardiniere in 'Oltre il giardino. Mentre Matteo Salvini mi ricorda il 'Commendator Lambertoni' ne 'Il vedovo' di Dino Risi".