"Solo, recluso in casa e senza memoria, morirà". Così stiamo perdendo Jack Nicholson

Da oltre 10 anni gli allarmi sulle condizioni dell'attore si rincorrono, ma stavolta l'aggravamento c'è. Le sue parole, la vita nella casa presa da Brando

Jack Nicholson in una foto del 2008 (Shutterstock)
Jack Nicholson in una foto del 2008 (Shutterstock)

Da dieci anni stiamo perdendo Jack Nicholson, e da uno e mezzo di lui non si hanno più notizie e attorno all'attore cresce la preoccupazione. L'ultimo avvistamento è dell'ottobre 2021 quando i media americani lo hanno ritratto seduto accanto al figlio Ray a godersi la partita di basket dei suoi amati Lakers. Al cinema non è attivo dal 2010 quando apparve nel film Come lo sai a fianco ad Owen Wilson. Le ultime sue interpretazioni davvero incisive si fermano al 2007, prima nei panni del titanico boss di The Departed che ha fruttato a Scorsese il premio Oscar inseguito da una vita, poi nella commedia dolceamara Non è mai troppo tardi dove intepreta un paziente oncologico che ripensa alla sua vita e incontra il migliore amico di sempre nel suo vicino di letto in reparto. 

Jack e l'ombra di Brando

A parlare della demenza senile che ha colpito l'oggi 88enne simbolo del grande cinema americano è da tempo Radar Online. E' stato questo sito, poi ripreso in tutto il mondo, a scrivere della difficile condizione in cui vive Jack Nicholson. La prima volta fu nel 2013, ora il nuovo allarme sulle condizioni dell'attore che vive sulle coline di Los Angeles nella zona di Mulholland Drive e ha fatto della sua "casa castello", come la definisce la stampa Usa, la villa che lì acquistò il suo amico e mito, Marlon Brando. Il timore è che Nicholson muoia da autorecluso a casa sua, sempre più lontano dal mondo attorno. Secondo Radar Online gli unici con cui ha contatti sono i figli Lorraine e Ray.

Le sue ultime parole

All'epoca della prima fuga di notizie sulla sua salute e progressivo ritiro dalle scene, dieci anni fa, Jack Nicholson rispose sulle pagine del Sun: "Non lavorerò fino al giorno della mia morte. Non è mai stata questa la mia intenzione da quando ho iniziato. Il fatto è che una volta ero spinto a girare tanti film, oggi molto meno. Onestamente, c’è una parte di me che non ha mai amato l’esposizione mediatica, e più invecchi, più queste sensazioni si accentuano. È bello fare film, ma a me interessa farne che possano emozionare la gente, che parlino alle persone di sentimenti. Ho fatto una riflessione agghiacciante: la gente tra i venti e i trent’anni non è più interessata a farsi emozionare. Vogliono solo vedere bombe ed esplosioni, perché è così che sono cresciuti. Non farò mai un film del genere. Non credete neanche alla chiacchiere sul mio stato di salute, sto bene, sono un po’ grosso, ma non ho perso la testa". Ma il tempo passa e i segni si moltiplicano. Tre Oscar, ruoli indimenticabili, i successi nella Hollywood ribelle degli anni Sessanta-Settanta che stravolse tutti i canoni di estetica e interpretazione. La vita privata turbolenta, con la scoperta che la donna che per lui era sempre stata sua sorella in realtà era sua madre, e che sua nonna fosse sua madre. Mentre il padre restò sconosciuto. Le molte donne, i matrimoni con Sandra Knight, Winnie Hollman, Angelica Huston, le relazioni con Rebecca Broussard e Lara Flynn Boyle. Cinque figli e figlie: Jennifer, Caleb James, Honey, Ray e Lorraine. Una vita al massimo, fino a che la mente ha cominciato a spegnersi. E ora il silenzio.