[L'anticipazione] "Colt": il sogno che Sergio Leone non riuscì a realizzare ora diventa realtà

Un'arma, la stessa usata da Clint Eastwood in Per un pugno di dollari, tre ragazzini disperati, sei colpi da sparare. E destini stravolti. Il progetto del grande regista va in produzione

Da sinistra: Sergio Leone, Stefano Sollima e Clint Eastwood con la Colt in pugno
Da sinistra: Sergio Leone, Stefano Sollima e Clint Eastwood con la Colt in pugno

"Stiamo scrivendo, la produzione procede". Stefano Sollima è tornato a parlarne anche durante il tour promozionale di Soldado, il seguito (molto indipendente dal precedente) di Sicario, ancora una volta con Josh Brolin e Benicio Del Toro. Il creatore della serie tv Gomorra e regista di Suburra è alla sua prima avventura americana, e le cose vanno a gonfie vele. Alla critica Soldado è piaciuto e ai botteghini procede con ottimo passo. Ed ecco che l'attenzione ricade su uno dei due progetti che il grande Sergio Leone non fece in tempo a realizzare. Non parliamo del kolossal sulla battaglia di Leningrado, ma di Colt. La serie che vedeva protagonista proprio la pistola che Clint Eastwood impugna nella cosiddetta "Trilogia del dollaro". Finita in mano a tre piccoli malcapitati. Leone ci lavorava negli anni Ottanta, ma le fatiche di C'era una volta in America e la sua scomparsa improvvisa la fecero finire nel cassetto. Da cui l'hanno tirata fuori proprio i suoi eredi.

Unico scopo: sopravvivere

Colt sarà dunque una serie tv in sei puntate, questi i dettagli trapelati finora, e lo stesso Stefano Sollima è showrunner, cioè direttore creativo e principale scrittore degli episodi basati sull'idea e sui materiali raccolti da Sergio Leone. Si torna nel West, quello che hanno amato legioni di fan (e tra questi molti cineasti e critici) in pellicole come Per un pugno di dollari e Il Buono, il Brutto, il Cattivo. Stavolta l'arma spara solo un colpo per ogni episodio. La Colt ha un tamburo capace di contenere sei pallottole. Ma quell'unico proiettile scatena colpi di scena in abbondanza. Soprattutto se l'arma finisce nelle mani di tre ragazzini scaraventati all'improvviso, e controvoglia, nella dura vita di frontiera. Con un'unica missione: sopravvivere.

Non è rimasto niente, solo il colpo in canna

Colt racconterà la storia di tre giovanissimi amici ignari della vita e sempre vissuti al riparo dei loro genitori in una povera città mineraria. Ma quando la vita spazza via quel po' che avevano, a loro resta solo di difendersi a vicenda, e da imparare a usare la Colt. Episodio dopo episodio, si completerà il loro apprendistato al diventare adulti, in una frontiera dove la legge è talmente labile che buono e cattivo sono spesso la stessa cosa. Ma che succede quando il sesto colpo, l'ultimo, trasforma te in un criminale? Colt è anche la storia della perdita dell'innocenza, un inno all'amicizia e all'infanzia, temi carissimi a Sergio Leone. A rimettere in piedi il progetto sono stati Francesc, Raffaella e Andrea, figli di Sergio Leone e ora produttori. Il maestro del cinema chiese ai suoi sceneggiatori di fiducia, Sergio Donati e Fulvio Morsella, di lavorare a quest'idea dell'arma che passa di mano in mano, stravolgendo vite e destini. Ispirata alla Winchester 73, western classico di Anthony Mann. Era il 1987, trentuno anni fa. Il grande Sergio moriva neanche due anni dopo. Ma ora il suo sogno è pronto a diventare realtà nelle mani di Sollima, già artefice della serie tv Romanzo criminale e del film Acab