"Il campione" secondo Ilary e Totti: "Porteremo nostro figlio e capirà"

Manca poco all'uscita nelle sale del film che parla della vita di un talento ribelle, opera prima Leonardo D'Agostini, e c'è già la benedizione di Totti

TiscaliNews

Di certo parte bene il film "Il campione", dato che ha già ricevuto la benedizione di Francesco Totti. "Abbiamo mostrato il film in anteprima assoluta a lui. E alla fine, ci ha detto di aver riconosciuto il mondo del calcio. Alla proiezione c'era anche la moglie Illary che aveva gli occhi lucidi e ci ha scritto poi un bellissimo messaggio. Porteremo al cinema il nostro primogenito Christian, capirà molte cose, ci ha promesso la coppia d'oro del calcio italiano. Se Totti avesse bocciato il nostro lavoro, avremmo rinunciato a uscire nelle sale", raccontano i registi Sydney Sibilia e Matteo Rovere che questa volta hanno il ruolo di produttori: il loro film "Il campione", diretto dall'esordiente Leonardo D'Agostini, interpretato magnificamente da Stefano Accorsi e Andrea Carpenzano, sbarcherà nei cinema il 18 aprile. 

La storia è quella di Christian Ferro (Carpenzano) è un campione di calcio come tanti, giovanissimo, ricco, popolare e straviziato (Lamborghini e Ferrari nel garage della sua mega-villa), con tanto talento e altrettanta capacità di mettersi nei guai: risse, incidenti d'auto e nessuna disciplina. Valerio Fioretti (Stefano Accorsi), è invece il professore, un uomo solitario e schivo, con problemi economici, un matrimonio fallito alle spalle e per nulla appassionato di calcio. Un film, girato realmente sui campi di Trigoria e all’Olimpico, e costruito con un attento "lavoro sulle biografie dei talenti ribelli come George Best, Cassano e Balotelli, persone che hanno vissuto vite parallele rispetto ai loro coetanei", sottolinea il regista.

Stefano Accorsi magistrale nei panni del professore

Il professore viene affiancato al giovane campione quando, dopo l'ennesima bravata, l'autorevole presidente del club, Tito (Massimo Popolizio), decide che è arrivato il momento di impartirgli un po' di disciplina. La mission impossible è quella di far prendere a Christian un diploma, ma non sarà affatto facile. Il campione vive infatti tra videogiochi, una donna influencer, per la quale contano solo i followers, e amici squisitamente coatti, mentre Valerio è sempre solo tra i suoi libri. Tra i due all'inizio saranno scintille e incomprensioni, ma lentamente si ritroveranno l'uno accanto all'altro legati da un affetto che ricorda molto quello che si crea tra padre e figlio.

Al centro del film "la gestione del successo"

"Il film - spiega il regista  - parla di tante cose con al centro la gestione del successo, come nel caso di questo calciatore che si ritrova a vivere al massimo e deve gestire tutto quello che gli accade senza perdersi. Un lavoro molto complesso - aggiunge D'Agostini - che ha richiesto tra l'altro una grossa documentazione sul mondo del calcio e sui calciatori, che hanno spesso tratti in comune nelle loro vite". Per Accorsi, "il film racconta sia un successo reale, quello del calciatore, ma anche la percezione stessa del successo che abbiamo tutti noi attraverso i social. Il mio personaggio - aggiunge - è una bellissima figura di professore, una di quelle persone che se incontri davvero te ne ricordi tutta la vita".