Bruce Willis addio al cinema: cos'è l'afasia che gli toglie la parola e la memoria

Si parlava da mesi delle difficoltà dell'attore, ora la diagnosi è ufficiale e lo costringe al ritiro. La vicinanza dei familiari, la carriera dai trionfi ai flop

Bruce Willis (Foto Shutterstock)
Bruce Willis (Foto Shutterstock)

Se ne parlava da mesi, fra indiscrezioni e nessuna conferma. Ora c'è e la diagnosi non lascia scampo a uno dei divi più amati del cinema mondiale. A 67 anni Bruce Willis si ritira dal cinema e dalla recitazione. Ha l'afasia, cioè la perdita della capacità di comporre o comprendere il linguaggio, a causa di lesioni alle aree del cervello che hanno questa funzione. La notizia è stata confermata dai familiari con un post sui social e da corpo ai "si dice" che attorniavano Willis, fotografato spesso sul set con un'auricolare usata per dettargli in tempo reale le battute sui set e sui palchi teatrali. Diverse voci ben informate (di cui abbiamo dato conto qui) raccoglievano testimonianze di collaboratori che avevano visto l'attore in visibile difficoltà sul lavoro.

La memoria che scompare con la parola

Quali siano le cause esatte dell'afasia che ha colpito Bruce Willis non è ancora stato comunicato. Questa malattia non permette alla persona di capire quello che viene detto, di produrre frasi di senso compiuto tali né di leggere, scrivere o fare calcoli. Sono tutte capacità che passano per i centri neuro-cerebrali degradati dalla patologia, che può scatenarsi dopo un ictus, una forma tumorale o una malattia degenerativa. 

Il post social condiviso da tutti i familiari di Willis (da Twitter)

L'affetto dei suoi cari

"Questo è un momento difficile per la nostra famiglia - hanno scritto i familiari di Bruce Willis - e apprezziamo davvero il vostro persistente affetto, compassione e sostegno. Agli straordinari fan di Bruce, vogliamo condividere che il nostro amato Bruce ha avuto dei problemi di salute e di recente gli è stata diagnosticata una afasia, che ha compromesso le sue abilità cognitive e per questo metterà da parte la sua carriera che significa tanto per lui". La dichiarazione è firmata e condivisa dalla moglie Emma Heming, dall'ex moglie Demi Moore e dai cinque figli, Rumer, 33 anni, Scout, 30 anni, Tallulah, 28 anni, Mabel, 9 anni e Evelyn, 7 anni. Finisce così la carriera di Willis, che nel momento in cui la diagnosi è stata acclarata ha tre film in post produzione: Vendetta, Fortress: Sniper's Eye e White Elephant. Negli ultimi tempi aveva lavorato tantissimo soprattutto in film d'azione commerciali, una frenesia che alcuni avevano interpretato come il modo di fare il più possibile prima dello stop forzato e definitivo.

Il duro che sa recitare

Reso una pagatissima superstar del cinema d'azione dalla saga Die Hard cominciata con Trappola di Cristallo, Bruce Willis veniva dal successo tv della serie Moonlighting e negli anni ha saputo mostrare la sua sensibilità e versatilità anche in film d'autore che non passavano per ruoli muscolari in mezzo a boati e sparatorie. Resterà nella memoria Butch, il pugile perdente che si prende la sua grande rivincita in Pulp Fiction, e la scena del pianto al telefono che colpì il regista Terry Gilliam che per questo affidò a Willis uno dei ruoli più complessi, quello in L'esercito delle dodici scimmie. Poi la parte nell'indimenticabile Il sesto senso, i kolossal spacca botteghino Il quinto elemento e Armageddon, la saga ironica di Red. In molti gli rimproverano di non essersi prestato maggiormente al cinema d'autore per il quale aveva mostrato le sue qualità, e la deriva scadente delle pellicole tutte azione successive al remake di successo del Giustiziere della notte interpretato da lui. Resta il grande affetto per un divo muscolare atipico, un duro che sapeva recitare, colpito da una delle malattie più subdole in circolazione.