Bentornato Claudio Bisio

redazione

Bentornato Claudio Bisio
di Cinematografo

“E’ un vero sequel. Qualcuno potrebbe definirlo un film buonista, io lo definirei  anti-cattivista”. Parola di Claudio Bisio che a distanza di sei anni da Benvenuto Presidente! torna a vestire i panni di Peppino Garibaldi in Bentornato Presidente.  Non più a capo del Quirinale,  Peppino ha scelto di passare la sua vita in montagna piuttosto che al colle o in campagna (elettorale) e non è più quell’uomo appassionato che voleva cambiare il paese.

“Non è mai stato un amante della politica – spiega Bisio -. E’ un uomo naif, un pescatore di trote che si ritrovava lì a fare il Presidente della Repubblica quasi per caso.  E’ anche un po’ un egoista, ma è una persona onesta a cui piace rimboccarsi le maniche e  quando vede del torbido capire cosa c’è dietro. Mi piace per esempio quando alla conferenza stampa  gli domandano del pil e di come risolvere altre questioni difficili,  lui risponde: non lo so. E’ una cosa che non ha mai fatto nessun politico”.

Costretto per amore di sua moglie  (Sarah Felberbaum) ad abbandonare la  montagna e a tornare in politica proprio nel momento in cui il Paese è alle prese con la formazione del nuovo governo, questa volta Peppino sarà il nuovo premier.  Ritenuto perfetto dai vari ministri perché è un’ameba che può essere manovrato come un burattino, Peppino dovrà interfacciarsi con il leader del partito “Precedenza Italia”,  interpretato da Paolo Calabresi, e con tutti gli altri importanti viceministri (tra cui Guglielmo Poggi) che ricordano molto da vicino i nostri politici da Salvini a Di Maio ad alcuni del Pd. “Se i politici lo vedranno non si arrabbieranno perché abbiamo cercato di dargli un’umanità che non so se gli appartiene. In questo film mazzoliamo un po’ tutti dalla destra alla sinistra. Forse l’unico che si salva è il premier”, dice l’attore Paolo Calabresi.

E Claudio Bisio: “Non mi interessa cosa penseranno  i politici. Il primo era piaciuto in modo trasversale, anche se prendeva in giro tutti. Era un film contro la casta. Per cui quelli del Movimento Cinque stelle lo avevano apprezzato e so  per certo che alcuni del Pd avevano il discorso di Peppino nel telefonino. Ricordo anche che Salvini tanti anni fa parlò benissimo alla trasmissione Porta a porta di un altro mio film Benvenuti al sud in cui c’era una scena in cui lui urlava.  In Bentornato Presidente rischiamo di scontentare tutti.  Ma l’unica percentuale che mi colpisce è che il 40% delle persone in Italia non votano più”.

E’ una sorta di “instant-movie” che  è stato pensato proprio quando ci sono state le votazioni del 4 marzo e non si trovava un Presidente del Consiglio. “Sicuramente abbiamo preso dalla realtà”, dice il regista Giuseppe Stasi che ha codiretto questo film insieme a Giancarlo Fontana.

“E’ stata un po’ una chiamata alle armi perché il produttore Nicola Giuliano ci ha conosciuti mentre stavamo facendo un programma di satira: quello di Sabina Guzzanti che si chiamava Un, due, tre, stella.  Quindi per noi è stato un modo di rispolverare il nostro passato televisivo satirico con quelli che sono stati i nostri maestri come appunto i fratelli Guzzanti e Neri Marcoré. Tutti quelli che guardavamo quando eravamo quattordicenni  in televisione e  la satira non faceva arrabbiare nessuno”, dice Giuseppe Stasi. E  Giancarlo Fontana aggiunge: “Sicuramente è stata un’occasione per sdrammatizzare un po’ la realtà visto che c’è un clima molto teso in politica. E’ un selfie della situazione attuale”.

Coprodotto da Indigo Film e Vision Distribution, Bentornato Presidente uscirà nelle sale il 28 marzo distribuito in 500 copie da Vision Distribution.