Lino Banfi fa coming out: "E' vero, palpavo le attrici". E svela un simpatico retroscena

L'attore pugliese, ospite della seconda puntata di "Io e Te" condotta da Pierluigi Diaco, ha raccontato che cosa avveniva sul set negli anni 80/90

di M.E.P.

Strano a dirsi per uno che oggi rappresenta l'Italia all'Unesco e che, fedelissimo a sua moglie da una vita non perde occasione per dimostralo. Eppure Lino Banfi, all'anagrafe Pasquale Zagaria, è stato negli anni Settanta e Ottanta uno dei volti più noti della commedia sexy all’italiana, quella con Edwige Fenech e Gloria Guida, per intenderci. Una parentesi di grande successo per il comico pugliese, della quale ha parlato con schiettezza durante un’intervista con Pierluigi Diaco nella trasmissione “Io e Te”.

Toccavo le attrici ma poi mi scusavo

“Voglio fare una confessione, un coming out, è stata la premessa: quando toccavo, stringevo e abbracciavo le attrici io chiedevo sempre scusa. Ero innocente, sì, ma c’era anche intelligenza” – ha spiegato Banfi giustificando così le ben note palpatine che caratterizzarono quel genere di commedie. Nonostante abbia lavorato con colleghe bellissime e le tentazioni siano state forti, Banfi non ha mai ceduto al fascino femminile sul set. "I miei colleghi se la spassavano ma io no, disse qualche tempo fa durante un'altra intervista. Sono sempre stato a casa, accanto alla mia famiglia".

Il suo 'Padre santo' era contro l'omofobia

Ma non si è parlato solo di questo. Nella lunga intervista, tra il serio e il faceto, Banfi ha parlato anche di suo padre (“Era un cultore dell’agroalimentare, un filosofo ortolano”), rivelando che è sempre presente nelle sue preghiere con l’appellativo di “Padre Santo”. Soprattutto racconta che era contro l’omofobia e che si batté per far rispettare l'unico omosessuale che viveva nel suo paese. “Tuo padre era un uomo di pace”, osserva a quel punto Diaco.

“Mi servono ancora dieci anni, non chiedo di più”

Infine, con il suo solito piglio ironico Lino Banfi ha lanciato un appello al pubblico di "Io e Te" su Rai1: “Mi servono ancora dieci anni, non chiedo di più. Ho già parlato a chi di dovere, fatelo anche voi”.