"Voglio proteggere i bambini": così il bacio gay tra gli Avengers è diventato un caso

Ha scatenato una bufera mediatica la decisione del sindaco di Rio de Janeiro, Marcelo Crivella di ritirare le copie del fumetto “Avengers: The Children’s Crusade” a causa del contenuto, a detta del primo cittadino "poco adatto ai minori”

'Voglio proteggere i bambini': così il bacio gay tra gli Avengers è diventato un caso
di M.E.P.

Ha scatenato una vera e propria bufera mediatica in Brasile l’ordinanza emanata dal sindaco di Rio de Janeiro, Marcelo Crivella con l'ordine di ritirare le copie del fumetto “Avengers: The Children’s Crusade” a causa del “contenuto sessuale poco adatto ai minori”. Nel volume si vedono Wiccan e Hulkling, due supereroi degli Avengers, che a un certo punto della storia si baciano sulla bocca. Troppo per il sindaco "bacchettone".

"Il Comune di Rio vuole proteggere i minori"

Ignaro che il provvedimento avrebbe provocato una polemica di tale entità ha quindi ordinato di ritirare le copie del libro, scritto e illustrato da Allan Heinberg e Jim Cheung. “Libri del genere - ha dichiarato in un video - dovrebbero essere imballati e con una avvertenza sul loro contenuto. Il Comune di Rio vuole proteggere i nostri minori”. L'intervento di Crivella, un ex pastore evangelico della Chiesa Universal, è arrivato dopo che un altro consigliere di Rio, Alexandre Isquierdo aveva criticato il fumetto durante un discorso al municipio "I genitori - aveva osservato - non si accorgono del contenuto se non dopo. Un crimine terribile".

La contromossa di un giovane Youtuber

L’azione di censura del sindaco, però, non ha avuto l'esito sperato. Tutt'altro. Un popolare YouTuber brasiliano, Felipe Neto, che conta oltre 34 milioni di followers, ha acquistato 14mila libri su temi Lgbt e li ha distribuiti gratuitamente al salone. L'immagine al centro delle polemiche è stata esposta nei chioschi di tutto il paese mentre "Folha de São Paulo, il quotidiano più importante del Brasile, lo scorso sabato ha pubblicato la foto del bacio in prima pagina.

La Corte Suprema: "Violato un diritto costituzionale"

Come se non bastasse, gli organizzatori del Salone del libro si sono rifiutati di aderire alle direttive di Crivella. Il sindaco, però, ha continuato a difendere la sua decisione sottolineando ancora una volta che il provvedimento non è un atto di censura ma è solo una protezione per i lettori più piccoli. A chiudere definitivamente la vicenda ci ha pensato però la Corte Suprema brasiliana che ha dichiarato illegale il divieto di qualsiasi pubblicazione Lgbt bollando la decisione di Crivella come una violazione del diritto costituzionale di uguaglianza.