Anima(re) sperimentale

redazione

Anima(re) sperimentale
di Cinematografo

L’animatore sperimentale italiano Leonardo Carrano è stato ieri protagonista di una suggestiva masterclass che ha – letteralmente – “rapito” la platea dell’Auditorium Santa Margherita, quando il pubblico è stato avvolto nella pellicola che l’artista utilizza nelle sue creazioni animate. Un momento performativo che coglie perfettamente l’arte di Carrano, impossibile da rinchiudere in etichette o modalità espressive specifiche, come testimonia l’incredibile quantità di materiali utilizzati per comporre le sue creazioni, perché: “animazione non vuol dire solo disegno animato, ma è un mondo variegato, composto da moltissime tecniche differenti”. Da questo punto di vista Carrano è stato sicuramente influenzato dalle opere e dal pensiero di maestri come Aldo Braibanti e Nato Frascà e più in generale dal movimento dell’avanguardia romana degli anni ’60, del quale ha ricordato anche altre figure come Alberto Grifi, raccontando aneddoti come quello che vede Grifi chiamare accanto a sè Frascà nelle sue ultime ore di vita. Come ha spiegato conversando con Paola Bristot, docente all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, nelle sue opere la pellicola riveste un’importanza fondamentale, venendo di volta in volta modificata, incisa, forata, incollata usando quegli stessi strumenti che l’artista utilizzava nel suo lavoro di incisore, applicandoli però al cinema e alle modifiche fisiche dei materiali, perché “la pellicola è una cosa viva”.

Cinematografo.