Guinness: "Ho odiato Star Wars e il ruolo di Obi-Wan Kenobi". Che ora ritorna in una serie kolossal

Disney+ mette in onda gli episodi dedicati alla figura del mitico maestro Jedi. L'attore che per primo lo interpretò, diventando un mito, se ne pentì

Alec Guinness nei panni di Obi-Wan Kenobi, ora il ruolo è di Ewan McGregor (Foto Shutterstock e Lucasfilm)
Alec Guinness nei panni di Obi-Wan Kenobi, ora il ruolo è di Ewan McGregor (Foto Shutterstock e Lucasfilm)

Obi-Wan Kenobi è di nuovo qui, dal 27 maggio è partita la serie tv in streaming di Disney+ in cui la regista Deborah Chow ha una doppia sfida: usare l'enorme budget che le ha messo a disposizione la produzione per raccontare la vita del maestro Jedi che ha perso il suo allievo prediletto Anakin Skywalker e non deve lasciare al lato oscuro della Forza suo figlio Luke. E farlo con un look visivo che torna alla "trilogia" di mezzo, quella che si apriva con La minaccia fantasma. La meno amata dai fan che si tengono stretto il primo Guerre Stellari e i due capitoli successivi. Lo stesso interprete di questa serie il cui esito è molto atteso, Ewan McGregor, dei tre film in cui è comparso ha un ricordo pessimo. Ma ancora peggio fece il solo e unico Obi-Wan Kenobi per moltissimi amanti del grande cinema. L'attore britannico Alec Guinness, chiamato a dare profondità e stile allo strambissimo primo film di George Lucas a cui nessuno credeva. E che Guinness elevò a forma d'arte, per poi distruggerlo e rinnegarlo.

"Odio quel film"

E' ancora reperibile su Youtube l'intervista che Alec Guinness diede al Parkinson show, celebre programma britannico, in cui spiegò perché accettò quel ruolo diventato mitico e poi arrivò a detestarlo. All'epoca Guinness aveva 63 anni, era un attore di prestigiosa formazione teatrale britannica, già protagonista di film che hanno fatto epoca come Il ponte sul fiume Kwai, Lawrence d'Arabia, Grandi speranze, Il Dottor Zivago. George Lucas fece di tutto per raggiungerlo e ci riuscì. Guinnes ricevette il copione di quello che fino ad allora era il primo episodio di Star Wars, in Italia titolato Guerre Stellari (ora è considerato il quarto, al centro di tre trilogie collegate fra loro). Da uomo di cultura, Guinness sapeva chi era Lucas. Reduce da American Graffiti, era consideraro fra gli autori di punta della nuova Hollywood, gli indipendenti liberi e creativi che stavano rivoltando come un calzino i vecchi studios. Fu conquistato dall'epica del copione e inorridito dai dialoghi. Insistette di poter suggerire e ottenere importanti modifiche, poi accettò il ruolo del mistico e riservatissimo maestro Jedi che viene scoperto nel deserto dal giovane Luke Skywalker. E da britannico pragmatico, ottenne di essere pagato più di tutti e di aver accesso ad una percentuale sugli incassi. Alec Guinness ebbe ragione: Guerre Stellari (oggi Star Wars IV - A New Hope) fece sfracelli al botteghino, è diventato un mito e lo rese ricchissimo. Poi il rigetto: "Odio quel ruolo, e quel film".

Contro la deriva di fan "senza testa"

Cosa è successo a far cambiare totalmente un mito della recitazione come Alec Guinness (scomparso nel 2000) fino a diventare acerrimo nemico della saga di Star Wars? Proprio il suo grande successo. L'attore detestava essere ricordato solo per aver portato addosso il saio e la spada laser degli Jedi, venire idolatrato per un ruolo da fumetto. Come confermò al Guardian anni dopo: "Il primo film aveva una freschezza epica e sognante che ti catturava, io stesso lessi il copione divorando pagine una dietro l'altra. Poi tutto questo è andato, perduto. E' rimasto una serie di successo, che va avanti per inerzia. Ho cominciato a sentirmi profondamente a disagio su come quei film siano diventati una specie di culto mondiale, e mi preoccupa moltissimo l'influenza che esercita su giovani spinti verso una banalità fanciullesca senza fine". Guinness non sopportava che la sua carriera precedente e futura fossero ridotte a satellite che ruota attorno all'enorme successo di Star Wars. Tutto cominciava col ruolo di Obi-Wan Kenobi, che ora rivive in tv.