Il dramma di Agostina Belli: "Mia madre uccisa da un serial killer, ma ora le indagini sono riaperte"

Da tre mesi è riaperto un caso fermo al 1970, quando la diva italiana vide la sua vita stravolta. Cominciò a indagare e fu a sua volta minacciata

Agostina Belli negli anni Settanta, all'apice della carriera
Agostina Belli negli anni Settanta, all'apice della carriera

Era la più ammirata e la più desiderata. Non solo dagli italiani, ma anche dal pubblico internazionale che specie col grande successo di Profumo di donna ne fece una diva. Mentre vinceva il primo dei due Golden Globe, fra gli altri premi della sua carriera d'attrice, e nel momento d'oro della sua popolarità, fra gli anni Settanta e gli Ottanta, Agostina Belli si portava appresso una ferita che continua a pulsare da una vita. Era il 16 febbraio del 1970 quando Adele Margherita Dossena, sua madre che gestiva una pensione nella zona della Stazione Centrale a Milano, venne trovata assassinata a coltellate. Aveva 54 anni, era una donna separata che in quell'Italia retrograda e molto più maschilista di oggi, col suo lavoro aveva tirato su le sue due figlie Agostina e Armida. 

Le minacce ricevute

Nella pensione non mancava nulla, non c'erano segni di lotta o di disordine. Il colpevole non si trovava e le forze dell'ordine insistevano per archiviare il delitto come una rapina finita male. La Belli cominciò a indagare per conto suo, fino a quando successe di tutto: le uccisero il cane, le rubarono l'auto, cominciò a ricevere telefonate di minaccia. Finché la Polizia le disse di lasciar perdere: "Lei non sa con chi ha a che fare, questa è gente pericolosa". L'assassinio della madre è tuttora un caso irrisolto, ma dopo 50 anni Agostina Belli torna a sperare. Il criminologo Franco Posa ha unito i dettagli che accomunano la morte della Dossena con quella di altre sei donne aggredite nello stesso periodo e nella stessa zona di Milano con modalità simili. L'uso di un software americano di geolocalizzazione ha permesso di comprendere che le vittime sono state disseminate dal killer in un ideale triangolo della metropoli meneghina. Colpite con una lama, la prima aggressione alle spalle, i colpi vibrati con la mano sinistra. Oltre ad Adele Margherita Dossena, madre della Belli, attendono giustizia in questo cold case anche Salvina Rota, Simonetta Ferrero, Valentina Masneri e Tiziana Moscadelli. Più altre due donne sulla cui identità si rimane per il momento più cauti. Di fronte alla riapertura delle indagini, l'attrice ha detto: "Chiedo ai magistrati di aiutarmi, ho ritrovato la speranza. Negli anni Settanta per tutti ero quella con una vita perfetta, meravigliosa, ma io avevo perso mia madre e da allora ho solo voluto scoprire la verità". 

La carriera decollata all'improvviso e poi il dramma

Era giovanissima Agostina Belli, quando cominciò la sua carriera di attrice quasi per caso: "Lavoravo alla Rinascente, a Milano, e facevo la contabile. Un giorno ho letto un' inserzione su un giornaletto che si chiamava Ciao Amici. Cercavano ragazzi e ragazze che sapessero ballare per girare una scena di Banditi a Milano di Carlo Lizzani. Diecimila lire al giorno per tre giorni di riprese". Da lì la continua ascesa: la Belli ha lavorato con registi come Lina Wertmuller, Lizzani, Dmytryk, Dino Risi, Lizzani, Steno, Boisset, Robbe-Grillet. Sul set con lei, attori del calibro di Richard Burton (che per lei perse la testa), Jean-Louis Trintignant, Philippe Noiret, Oliver Reed, Yves Montand, Claude Brasseur, Kirk Douglas, Peter Ustinov, Fernando Rey, Mariangela Melato, Giancarlo Giannini, Paolo Villaggio, Marcello Mastroianni. Era all'apice della gloria quando trovarono sua madre senza vita.

Lei e l'assassino probabilmente si conoscevano

Caparbia, e nonostante le minacce ricevute, la Belli ha raccolto elementi circa il crimine del 1970 che ora sono al vaglio dei magistrati, e da cui si spera di ricavare del Dna. Come ha sottolineato l'avvocato Valter Biscotti, che rappresenta i familiari di tutte le vittime: "Allora chi investigò non mise i delitti in relazione fra loro, forse c'era altro a cui pensare. Era appena esplosa la bomba a Piazza Fontana". Ora il caso è riaperto dallo scorso marzo, e di una cosa Agostina Belli è certa: "Chi ha ucciso mamma la conosceva. Hanno bevuto insieme, c'era un cofanetto di caramelle aperto". Poi l'aggressione, finora senza volto.