Addio a Roberto Herlitzka, gigante del teatro e del cinema. Fu un indimenticabile Aldo Moro
Torinese di famiglia ebraico-ceca, sfuggì alle leggi razizali in Argentina. Poi il ritorno, l'ascesa sul palcoscenico e diretto da alcuni dei più grandi registi
Il viso spigoloso, affilato, la voce belissima, la presenza in scena e di fronte alla macchina da presa che si imponeva subito, senza inutili effetti o forzature. Con Roberto Herlitzka se ne va uno dei grandissimi del teatro che spesso si è prestato al cinema e sempre con esiti notevoli. Herlitzka, torinese classe 1937, si è spento a 86 anni. Nella sua lunga carriera ha lavorato sul set con Lina Wertmuller, Marco Bellocchio, Paolo Sorrentino, fino a Magni e Comencini.
L'ebreo cecoslovacco sfuggito in Argentina per salvarsi
Roberto Herlitzka era di famiglia ebrea originaria di Brno, in quella che allora si chiamava Cecoslovacchia. La famiglia dovette rifugiarsi in Argentina per scampare alle leggi razziali e cambiare brevemente cognome in Berruti. Al ritorno in Italia, a Torino, il giovane Roberto divenne allievo teatrale del grande Orazio Costa all'Accademia Silvio D'Amico e si fece subito notare per la sua bravura e duttilità. Da lì a lavorare con i grandi del palcoscenico il passo fu breve, e quindi eccolo in tour con Lavia, Squarzina, Ronconi.
Il debutto fortunato al cinema
Un viso e una voce così non potevano sfuggire a Lina Wertmuller, che fece debuttare Roberto Herlitzka nel 1973 in Film d'amore e d'anarchia e che con lei ne girerà altri tre compreso quel Pasqualino Settebellezze che sfiorerà l'Oscar e farà della regista itailiana la prima donna a dirigere candidata dall'Academy in assoluto. Indimenticabile in Buongiorno, notte di Bellocchio, dove fa rivivere un intensissimo e dolente Aldo Moro, Herlitzka è anche il monsignore di La grande bellezza di Sorrentino che più viene sfidato a parlare di grandi misteri dell'esistenza più insiste a rispondere citando ricette di cucina e la sua passione gastronomica. Lavorerà, fra i tantissimi, anche in Marcellino pane e vino di Comencini, Secondo Ponzio Pilato di Magni, Oci Ciornie di Mikhalkov. Dal 2002 al 2004 ha vinto il Premio Ubu come migliore attore italiano, l'interpretazione di Moro in Buongiorno, notte gli è valsa il David di Donatello e il Nastro d'Argento come migliore attore di cinema.