Addio "Lollo", Bersagliera e Fata del cinema che non si è mai sdraiata sul divano del produttore

Si spegne la diva italiana più amata di tutte assieme a Loren e Mangano. Aspetto angelico e carattere di ferro, indomabile fino all'ultimo. Fra le polemiche

Viso d'angelo, carattere di ferro, una presenza e un fascino che ne hanno fatto l'icona italiana del cinema mondiale. I successi e le fragilità private diventate uno scontro aperto con i parenti più stretti. Si è spenta a 95 anni Gina Lollobrigida, la "Lollo" diventata griffe e icona di se stessa. A far precipitare le sue condizioni una caduta in cui si era rotta un femore, con successivo ricovero e operazione. Accadeva tre mesi fa.

Era il viso di porcellana con l'elettricità negli occhi, l'anti Sophia Loren e per molti versi l'anti maggiorata mediterranea, l'altro simbolo di bellezza di questa parte del mondo che ebbe gli americani dei grandi studios ai suoi piedi. Poi sarebbero arrivate Silvana Mangano e Monica Vitti. Ma era già un altro mondo, un altro cinema, un altro modo di vivere la femminilità. Non fu mai la stereotipata bellona svampita facilmente manipolabile, Gina Lollobrigida. Cresciuta in una famiglia ex facoltosa distrutta nelle proprietà dai bombardamenti americani durante la Seconda guerra mondiale. Già portata per la recitazione e brava nel disegno e nella grafica (la sua carriera di pittrice e soprattutto di fotografa andò in parallelo con i trionfi al cinema). Doti che usava per pagarsi gli studi in Belle Arti, posando per fotoromanzi e vendendo caricature e ritratti.

Su divano del produttore? Mai

Nel 1947 la prima sconfitta nel mondo dello spettacolo e della bellezza. In finale al concorso di Miss Italia viene battuta da Lucia Bosé e Gianna Canale, ma precedendo Silvana Mangano ed Eleonora Rossi Drago. Tutte future attrici, e nel cinema il sorpasso di Gina Lollobrigida fu clamoroso. E passò per il suo carattere e le scelte che seppe fare coraggiosamente, pagandole sulla propria pelle. Come quando il magnate Howard Hughes la mise sotto contratto per lanciarla in grande stile a Hollywood, era il 1955. Lei arrivò, si trovò di fronte a un contratto capestro che le faceva perdere il controllo sulla propria vita, carriera, immagine. Disse no e per cinque anni fu bandita dalla mecca del cinema. Non era tipa da farsi attirare nell'ufficio privato del boss di turno, a barattare favori sessuali sul divano del produttore in cambio di successo e ruoli di spicco. Ma se Hollywood ora la ostracizzava, c'erano produzioni americane realizzate in Europa in cui poteva lavorare. Uscita dalla porta principale, rientrò dalla finestra e si prese il successo mondiale. Esplodendo definitivamente anche qui in Italia.

Una lista di successi impressionanti

Era la Lollo a brillare in Achtung! Banditi! di Lizzani e poi in Pane amore e fantasia di Comencini con De Sica, prendendosi subito il Nastro d'argento, la Candidatura al Bafta, contribuendo alla vittoria dell'Orso d'argento e diventando la Bersagliera, dal soprannome del suo personaggio in quella commedia restata nel mito. Nel mentre conquistava il cinema francese (premiato di nuovo a Berlino) con Fanfan la Tulipe di Jacque. Poi ecco la Hollywood sul Tevere. E quindi: La regina d'Africa di Huston, Trapezio di Reed, La donna più bella del mondo dove faceva rivivere la soprano Lina Cavalieri e dava ottima prova di sé anche nel canto. Una lista impressionante di successi: Salomone e la regina di Saba, Torna a settembre con la vittoria del Golden Globe, Buonasera, signora Campbell (nuova candidatura ai Globe e terzo Nastro d'argento). Partner prestigiosi per lei: da Gregory Peck a Mastroianni, da Bogart e Flynn fino a Gassman, Curtis, Steve McQueen, Tyrone Power, Connery, Guinness. Nel 1972, quando tutto il mondo sussurrava Lollo in adorazione ai suoi piedi, la lunga pausa dal cinema e l'inizio di una nuova carriera.

Le arti grafiche e gli amori tribolati 

L'approdo in tv di Gina Lollobrigida nel ruolo, rimasto anche quello nel mito, della Fata Turchina nel Pinocchio di Comencini diede il via alla seconda fase della sua carriera. Meno incentrata sulla recitazione e più sulle arti grafiche. Dalla pittura alla fotografia, divisa fra reportage in giro per il mondo e ritratti di grandi personaggi (Castro, Dalì, Kissinger). Mentre le parti per il piccolo schermo si diradavano, per età ma soprattutto per scelta. L'ultimo suo ruolo al cinema degno di nota è in Cento e una notte della Varda, nel 1995, in tv era apparsa in un episodio di American Horror Story nel 2018. Vita privata turbolenta quella della Lollo, ma con un solo matrimonio. Quello col medico sloveno Milko Skofic da cui ebbe il figlio Andrea che le darà il nipote Dimitri. Tradita da Skofic con la cantante lirica Ute De Vargas, la Lollo intrecciò poi la controversa relazione con l'imprenditore spagnolo Javier Rigau, 34 anni meno di lei. Con matrimonio celebrato anzi no, anzi era una truffa, anzi è una causa legale, fino all'annullamento della Sacra Rota. Finale drammatico per la diva, già vittima di uno stupro da giovane ma svelato solo molti anni dopo, poi affiancata da Andrea Piazzolla, un tuttofare che faceva il bello e il cattivo tempo nella principesca villa di Subiaco residenza dell'attrice. L'ultima provocazione della Lollo, la candidatura lo scorso agosto per Italia Sovrana e Popolare guidata dal suo legale, Antonio Ingroia. Poi a settembre la caduta, la frattura del femore, l'operazione ma senza migliorare. Fino all'addio.