"Watchmen": in arrivo sette libri e un secondo film

'Watchmen': in arrivo sette libri e un secondo film
TiscaliNews

Sette serie a fumetti e un secondo film in arrivo. Sia la Dc Comics che Hollywood si preparano a spolpare letteralmente il capolavoro dell'arte narrativa sequenziale firmato negli anni Ottanta da Alan Moore e Dave Gibbons. La graphic novel che viene ritenuta "il Guerra e Pace del fumetto" e tra i titoli che hanno dato nuove prospettive a questa forma d'arte, era già diventata un film nel 2009, diretto da Zack Snyder tra le proteste di Moore.

Una serie per ogni personaggio - Saranno pronte entro l'estate le sette serie a fumetti accorpate nella testata Before Watchmen. Da questo nuovo corpus di storie verrà tratto il soggetto del film che farà da prequel di quello diretto da Snyder. Il nuovo racconto di china e carta comprende le seguenti miniserie, tutte intrecciate tra loro: Rorshach (4 numeri, autori Brian Azzarello e Lee Bermejo),
Minutemen (6 numeri, testi e disegni di Darwyn Cooke), Comedian (6 numeri, autori Brian Azzarello e J.G. Jones), Dr. Manhattan (4 numeri, autori J. Michael Straczynski e Adam Hughes, Nite Owl (4 numeri, autori J. Michael Straczynski, Andy e Joe Kubert), Ozymandias (6 numeri, di Len Wein e Jae Lee), Silk Spectre (4 numeri, di Darwyn Cooke e Amanda Conner).

La maledizione di Moore e il film in arrivo - I contratti sottoscritti da tutti i protagonisti di Watchmen nel 2008 prevedevano già la loro disponibilità per la realizzazione di un sequel, o come sembra ora, di un prequel già in fase di scrittura. Informato della doppia iniziativa sviluppata attorno al suo capolavoro del 1986, Alan Moore ha lanciato i suoi strali. Ancora una volta, come già accadde per i film tratti da La lega degli uomini straordinari, From Hell e V for Vendetta. Per Moore: "E' la conferma che la gente della Dc e di Hollywood dipende ancora da idee che ho avuto 25 anni fa. Non voglio soldi, voglio solo che tutto questo non accada. Non mi risulta che esistano molti prequel o seguiti di Moby Dick". Così parla il vate del fumetto, chiuso nel suo autoreferenziale eremo magico di Northampthon.