Venezia, il day after scoppia la polemica tutta italiana. Lite via social tra Barbera e Del Brocco

Venezia, il day after scoppia la polemica tutta italiana. Lite via social tra Barbera e Del Brocco
TiscaliNews

È davvero un Festival destinato a rimanere negli annali quello di Venezia numero77. E non solo per aver sfidato, primo tra i grandi eventi internazionali, la pandemia e per aver dato il Leone d'oro a "Nomadland" di Chloé Zhao, che potrebbe aprire la strada alla prima regista di origine cinese in corsa per gli Oscar. Purtroppo nel day after c'è anche una polemica tutta italiana via social tra l'ad di rai cinema paolo del Brocco e il drettore della Mostra cinematografica Alberto Barbera. 

La delusione dell'ad di RaiCinema

A scatenarla le dichiarazioni di Del Brocco di aperta delusione nel palmares , che non ha considerato i film italiani, esclusa la Coppa Volpi a Pierfrancesco Favino per "Padrenostro" di Claudio Noce , in particolare per "Notturno" di Gianfranco Rosi. Del Brocco si è detto dispiaciuto e deluso del verdetto sui film italiani, aggiungendo che la composizione della giuria "probabilmente non includeva tutte le diverse forme del cinema". E dopo le reazioni del presidente della Biennale Roberto Cicutto e del direttore della Mostra Alberto Barbera (che via social ha è intervenuto di nuovo Del Brocco per chiudere la vicenda. "Non esiste alcuna polemica con Alberto Barbera. Il nostro è sempre stato un rapporto amicale, serrato, franco e costruttivo anche nelle fasi di selezione", ha dichiarato all'Ansa l'ad di Rai Cinema con un sostanziale dietro front. "Abbiamo ruoli diversi, tutti e due difficili. Non si tratta di vincere premi o meno. Più volte  malgrado i tanti film che normalmente abbiamo al festival, siamo usciti a mani vuote e non ho mai detto nulla". 

Ma ecco il punto: "Nella mia dichiarazione  ho semplicemente espresso in modo educato un'opinione. Penso sia legittimo per una società che tanto fa per l'industria del cinema e per il festival poter svolgere una riflessione certamente non offensiva del lavoro di alcuno. Rinnovo, come già fatto ieri, i complimenti per il festival a tutti coloro che lo hanno voluto fortemente e valorizzato. In primis il suo direttore".

Barbera: "Si è mai visto un verdetto che non faccia discutere?"

Il presidente della Biennale Roberto Cicutto di prima mattina aveva provato a smorzare i toni: "Chiunque investe per tanto tempo in un'opera se non vince rimane male, è normale, ma le giurie sono autonome". Per il direttore della Mostra Alberto Barbera è un copione che si ripete: "Si è mai visto un verdetto di giuria che non faccia discutere? Accontentare tutti è impossibile, i verdetti vanno accolti per quello che sono: un giudizio di sette persone, nulla di più, nulla di oggettivo, tutto soggettivo". Sostenendo la giuria presieduta da Cate Blanchett ha sottolineato: "Hanno discusso due ore al giorno commentando, analizzando i due film della giornata, tutti i film italiani sono stati presi in considerazione, largamente apprezzati, incluso Notturno che è stato lungamente considerato per un premio. Poi credo  che la giuria abbia valutato che a un regista che ha già vinto un Leone d'oro e un Orso d'oro non potevano dare un premio che non avesse stesso valore e prestigio. Questa è una polemica capziosa e controproducente".

Polemica inutile, ingiusta e inefficace

Insinuare che il giurato italiano, lo scrittore Nicola Lagioia, non abbia combattuto abbastanza e che la composizione della giuria di Venezia 77 non sia stata ben calibrata, "è una polemica inutile, ingiusta, inefficace, è un modo di fare capzioso. Quando Paolo Del Brocco - aveva detto Barbera perdendo le staffe dopo aver dichiarato "serenità" e "felicità" - comporrà lui la giuria staremo a vedere". Cicutto chiude con ironia: "Stare qui a discutere di questo è meraviglioso: significa che ci siamo dimenticati del Covid e di quello che è stata questa mostra irripetibile, ci ritroviamo a parlare di verdetti non condivisi come sempre, insomma nulla cambia e questo è molto rassicurante".