Uma Thurman, dal colpo di fulmine con Tarantino al colpo di testa con la figlia

Atipica, anticonformista, antidiva per eccellenza. Un metro e ottanta di fascino su due piedi non proprio da Cenerentola visto che di misura di scarpe porta il 43/44 ma alzi la mano chi non li ha trovati sublimi mentre scalzi si muovevano in quell’irresistibile twist che l’ha consacrata per sempre nella storia del cinema in una delle scene più iconiche, quella del ballo con John Travolta in “Pulp Fiction”. Uma Thurman compie 50 anni ma è difficile crederlo visto che la musa di Quentin Tarantino che dopo averla lanciata nel suo capolavoro pulp nel 1994 l’ha voluta con sè nella saga di “Kill Bill”, si mantiene giovane e in gran forma. Filosofia buddhista, allenamento quotidiano e understatement sono i suoi must, mentre le frequentazioni estetico chirurgiche, sulle quali è scivolata una volta nel 2015 mostrando il suo viso gonfio e trasformato, sono state messe definitivamente da parte.

Figlia di una baronessa e di uno studioso del buddhismo

Qualche mese fa l’abbiamo vista bellissima e umile raccontarsi da Fabio Fazio per poi commuoversi fino alle lacrime per la vicenda di Giulio Regeni. Uma è nata a Boston il 29 aprile del 1970 ma il suo non è un nome d'arte: il padre è il più celebre studioso del buddismo in America mentre la madre è una baronessa tedesca che si è destreggiata prima come modella e poi studi da psicoterapeuta. L’educazione rigorosa e mistica (il secondo nome di Uma è Karuna che vuol dire “compassione” in tibetano antico) non è riuscita a contenere i colpi di testa di Uma che a soli 15 anni partecipa a una recita scolastica, si appassiona all'impresa e di colpo decide di lasciare gli studi per la recitazione.

Nel 1994 il colpo di fulmine con Tarantino

Il fascino ne determina l’inevitabile esordio in passerella ma Uma aspira a ben altro. Prima arriva il cinema indipendente poi inizia a ne "Le relazioni pericolose" di Stephen Frears, reggendo il confronto con mostri sacri come Glenn Close, John Malkovich, Michelle Pfeiffer. Nel 1994, il colpo di fulmine con Tarantino con il quale inaugura un’amicizia inossidabile che non verrà incrinata nemmeno dopo le dichiarazioni di Uma contro Harvey Weinstein per averla messa a rischio in una scena di “Kill Bill” nella quale ebbe un incidente d’auto: supera il provino e diventa la sexy Mia Wallace di "Pulp Fiction”. Da allora per tutti il suo caschetto nero (che in realtà era una parrucca) e lo smalto rosso sangue Chanel che sfoggiava su mani e piedi diventano armi da seduzione di massa: allure parigine, aria indifesa, occhi azzurri su frangetta perfetta. Come dimenticarla? Arriva la nomination agli Oscar ma non la statuetta.

Tre figli, due matrimoni, un calendario

Poi, dopo diversi successi con star del calibro di George Clooney, Sean Connery, Meryl Strep, Vanessa Redgrave, risponde nuovamente al suo mentore Quentin ed eccola trasformarsi nella Sposa di "Kill Bill". Pur di averla, Tarantino accetta di rimandare le riprese per un anno intero aspettando che nel frattempo nasca il figlio che Uma aspetta dal suo partner Ethan Hawke.

Il successo globale la trasforma in diva da calendari, icona della pubblicità, giurata dei maggiori Festival di cinema, senza mai mutarne l’anticonformismo. La vita privata è movimentata come quella artistica: tre figli da due unioni diverse, due matrimoni alle spalle, diverse storie mai confermate. Lei continua a vivere libera e ribelle , proprio come è cresciuta. Un esempio? Qualche giorno fa è lei stessa a immortalarsi su Instagram mentre taglia i capelli alla figlia maggiore, quella che ha già intrapreso la carriera di attrice grazie a zio Quentin che l’ha voluta in “C’era una volta Hollywood”. Il taglio scelto da mamma Uma? Un certo caschetto nero…