"The Conspirator" Redford racconta l'assassinio di Lincoln

'The Conspirator' Redford racconta l'assassinio di Lincoln
TiscaliNews

Steven Spielberg per il suo biopic su Abraham Lincoln ha reclutato una star del calibro di Daniel Day Lewis, Robert Redford per raccontare la storia dell'assasinio del celebre presidente americano che pose fine alla schiavitù ha deciso di non mostrare mai il suo volto. Si moltiplicano i film che Hollywood dedica al sedicesimo presidente degli Stati Uniti. Anche Tim Burton ha deciso di produrre un horror fantasy intitolato Abraham Lincoln: Vampire Hunter per la regia di Timur Bekmambetov. La pellicola di Spielberg, Lincoln, uscirà nel 2012 così come quella diretta da Bekmambetov così il primo film ad arrivare nelle sale sarà The Conspirator del due volte premio Oscar Robert Redford. La data d'uscita negli Stati Uniti è il 15 aprile, giorno in cui il politico morì nel lontano 1865.

Il processo contro Mary Surratt - The Conspirator racconta la storia di Mary Surratt, l'unica donna a essere accusata di cospirazione nell'assassinio di Abramo Lincoln. Surratt era la proprietaria della casa dove John Wilkes Booth pianificò l'assassinio di Lincoln. In sua difesa si schiera Fredrick Aiken, un reduce della Guerra Civile diventato avvocato. I due protagonisti hanno i volti di Robin Wright e James McAvoy. Nel cast di Redford figurano anche Justin Long, Evan Rachel Wood, Tom Wilkinson e Kevin Kline.

Redford: "Non mi aspetto di cambiare qualcosa" - A quattro anni di distanza dal controverso Leoni per agnelli, che raccontava la guerra in Iraq dalle stanze dei bottoni di Washington, Redford si è dedicato a un progetto storico con meno riferimenti politici. "Perché nel film non si vede il volto di Lincoln? Non ci sono volti come quello, tranne l'autentico - ha spiegato l'attore e regista -. Con questo film non mi aspetto certo di cambiare qualcosa: sono finiti i tempi in cui credevo di poter toccare e muovere le coscienze delle persone".

"Non sono di sinistra" - Redford ha raccontato di sentirsi ancora un attore, nonostante le scarse apparizioni davanti alla cinepresa negli ultimi anni: "Sono passato da attore a regista per avere più controllo sulla storia, sulle varie sfumature che la compongono. Ma ho cominciato la mia carriera come attore, e ancora oggi mi sento tale". Robert Redford, considerato il padre dell'attivismo politico a Hollywood, è stato definito dai conservatori un "commie", ossia un comunista. "Non sono di sinistra" ha dichiarato l'attore "sono solo una persona interessata alla 'salute' del proprio Paese".